Dal 11 al 13 settembre 2026, Roma diventa il cuore pulsante della cultura italiana con la quindicesima edizione di Liberi sulla Carta il festival che celebra l’editoria indipendente e trasforma la lettura in un’esperienza di benessere collettivo.
Il Borghetto San Carlo, immerso nel verde della Giustiniana, ospita un programma ricco di incontri, spettacoli, laboratori e attività che vanno ben oltre la semplice presentazione di libri. Il tema di quest’anno, #Tifastarebene riflette l’idea che la cultura non sia solo un passatempo, ma un strumento di connessione e crescita personale.
Un festival che abbraccia la comunità
La scelta del Borghetto San Carlo non è casuale. Questo spazio, restituito alla città, diventa il palcoscenico ideale per un festival che vuole essere un luogo di incontro e condivisione. Qui, la lettura si fonde con la natura, il dialogo si intreccia con il paesaggio, e ogni attività è pensata per creare relazioni autentiche.
Il festival ha raddoppiato gli spazi dedicati agli editori indipendenti, confermando il suo impegno a sostenere l’editoria locale e a offrire al pubblico un’esperienza unica. Tra gli stand degli editori, i laboratori, gli spettacoli e le attività enogastronomiche, il Borghetto diventa un microcosmo di cultura e socialità.
Tre serate indimenticabili
Le serate del festival sono dedicate a tre grandi artisti che, con le loro performance, portano sul palco storie di identitàmemoria e ironia.
Venerdì 11 settembre: Syria omaggia Gabriella Ferri
La serata di apertura, venerdì 11 settembre alle 21.30, è affidata a Syria che con “Perché non canti più” rende omaggio a Gabriella Ferri, una delle voci più amate della tradizione popolare romana. Accompagnata alla chitarra da Massimo Germini, Syria riporta in vita l’universo di Ferri attraverso musica e parole, con l’ausilio di una valigia rossa piena di appunti, disegni e lettere che raccontano una Roma intima e popolare.
Sabato 12 settembre: Massimiliano Bruno e l’ironia di Mattia Torre
Sabato 12 settembre, alle 21.45, è la volta di Massimiliano Bruno che con “A questo poi ci pensiamo” celebra la scrittura ironica e profonda di Mattia Torre. Accompagnato dalle musiche di Musicopaideia e del maestro Federico De Antoni, Bruno porta in scena le pagine dell’omonima raccolta postuma, offrendo al pubblico un viaggio tra le contraddizioni della società contemporanea.
Domenica 13 settembre: Ascanio Celestini e la memoria delle Fosse Ardeatine
La chiusura del festival, domenica 13 settembre alle 21.45, è affidata ad Ascanio Celestini che torna a Liberi sulla Carta con “Radio Clandestina”. Questo spettacolo, tra i più significativi del suo teatro di narrazione, ricostruisce la memoria dell’occupazione nazista di Roma e dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, interrogando il valore che quella memoria conserva nel presente.
Attività per tutti i gusti
Oltre agli spettacoli serali, il festival offre una vasta gamma di attività pensate per coinvolgere il pubblico di tutte le età. Tra i laboratori di scrittura creativa, gli incontri con gli autori, le escursioni nel Parco di Veio e gli stand enogastronomici, c’è qualcosa per tutti.
Non mancano momenti di riflessione, come l’incontro con la scrittrice e filosofa Ilaria Gaspari, che parlerà del ritrovato romanzo ottocentesco “Un martirio” o la presentazione di “Romanzo Privato” di Stefano Petrocchi, un affascinante ritratto di Maria Bellonci, scrittrice e organizzatrice del Premio Strega.
Il festival si conclude con la XVI edizione del Premio Arthè, dedicato al tema “Ti fa stare bene” un invito a riflettere sul ruolo della cultura nel nostro benessere quotidiano.
Liberi sulla Carta 2026 è un progetto promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, vincitore dell’Avviso pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno” in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Un evento che conferma il valore della cultura come strumento di crescita e condivisione capace di creare comunità e migliorare la qualità della vita.



