, il panorama delle tecnologie di polizia in Gran Bretagna ha subito un’evoluzione significativa, caratterizzato dall’adozione di sistemi avanzati basati sui dati, come il riconoscimento facciale e il policing predittivo. Questi strumenti, sebbene promettenti in termini di efficienza, hanno sollevato serie preoccupazioni riguardo alla privacy e alla giustizia sociale.
Implementazione del riconoscimento facciale
Una delle storie più rilevanti è stata l’introduzione da parte della Met di telecamere permanenti di riconoscimento facciale nel quartiere di Croydon. Questo passaggio ha generato un dibattito acceso, poiché molti cittadini hanno espresso timori riguardo all’uso di questa tecnologia senza un adeguato quadro normativo. A dicembre, il Home Office ha avviato una consultazione formale per stabilire regole chiare sull’uso di tali sistemi da parte delle forze dell’ordine.
Le problematiche giuridiche e la governance
Il governo ha riconosciuto che l’attuale quadro legale è un mosaico complesso e poco comprensibile, rendendo difficile per il pubblico comprendere i fondamenti giuridici del riconoscimento facciale nelle strade. La mancanza di una governance chiara ha portato a preoccupazioni sull’uso responsabile di queste tecnologie. La Met ha iniziato a sperimentare il riconoscimento facciale nel 2016, ma il dibattito pubblico è stato limitato fino ad oggi.
Policing predittivo: opportunità e rischi
Il policing predittivo è un altro tema scottante emerso. Le critiche, come quelle avanzate da Amnesty International, evidenziano come questi sistemi possano perpetuare il razzismo sistemico. Infatti, questi strumenti si basano su dati storici che spesso riflettono pratiche discriminatorie, portando a un ciclo di sorveglianza eccessiva sulle comunità già vulnerabili.
Critiche e proposte di riforma
Il rapporto di Amnesty sottolinea che l’uso di tecnologie predittive potrebbe violare i diritti umani, evidenziando la mancanza di prove a sostegno della loro efficacia nel mantenere la sicurezza pubblica. L’attivista e deputato del Green Party, Siân Berry, ha proposto modifiche alla legge sul crimine e la polizia, chiedendo il divieto dell’uso di tali tecnologie, che si basano su dati storicamente viziati.
Implicazioni per la protezione dei dati
Un altro aspetto cruciale riguarda la protezione dei dati. Le modifiche proposte al Data Use and Access Bill hanno suscitato preoccupazioni sulla compatibilità con le normative europee. Le nuove disposizioni potrebbero compromettere l’adeguatezza dei dati tra il Regno Unito e l’Unione Europea, rendendo più difficile il trasferimento legale di informazioni sensibili.
Problemi con i fornitori di servizi cloud
La situazione è ulteriormente complicata dalla mancanza di trasparenza da parte di aziende come Microsoft, che ha rifiutato di fornire dettagli sui flussi di dati delle forze di polizia scozzesi. Questa mancanza di chiarezza rende difficile per le autorità rispettare le normative sulla protezione dei dati, sollevando preoccupazioni riguardo alla gestione delle informazioni riservate.
In conclusione, il rappresenta un anno di sfide e opportunità per le tecnologie di polizia nel Regno Unito. Mentre l’adozione di strumenti avanzati può offrire vantaggi in termini di efficienza, è fondamentale garantire che vengano implementati in modo responsabile, rispettando i diritti fondamentali e le normative esistenti. La strada verso un utilizzo etico della tecnologia nella polizia richiede un dialogo attivo tra le autorità, le comunità e i legislatori.

