La disputa tra le due grandi compagnie della connettività satellitare si è trasformata in un reclamo formale inviato alla FCC. SpaceX ha segnalato che Amazon, attraverso i lanci del suo progetto Kuiper, avrebbe distribuito i satelliti a quote iniziali più elevate rispetto a quanto dichiarato nei documenti autorizzativi, aumentando il rischio di collisioni e la possibilità di generare detriti spaziali.
Amazon ha respinto le accuse, sottolineando di rispettare le procedure e di aver pianificato adeguamenti di quota per i futuri lanci. Nel mezzo della polemica emergono numeri e manovre eseguite da entrambe le parti: dalle alterazioni di altitudine ai tentativi di evitare impatti tra costellazioni diverse, fino alle esplosioni che già hanno prodotto frammenti in orbita.
Cosa ha sollevato SpaceX
Secondo la lettera inviata alla Federal Communications Commission, SpaceX sostiene che Amazon abbia rilasciato ripetutamente i satelliti Kuiper ad altitudini comprese tra 50 e 90 km sopra quanto originariamente dichiarato.
Nei documenti del 2026 Amazon aveva indicato un rilascio iniziale intorno ai 400 km prima di portare i mezzi alla quota operativa prevista tra 590 e 630 km. SpaceX afferma che in almeno otto occasioni i satelliti sono stati dispiegati oltre i 450 km senza che fosse modificato o riapprovato il piano di mitigazione dei detriti orbitali, creando così «un aumento significativo del rischio di collisione» con altri veicoli, inclusa la propria costellazione Starlink.
Conseguenze operative segnalate
La contestazione riporta anche un impatto pratico: dopo il lancio effettuato con lanciatore Ariane 6 il 12 febbraio, SpaceX sostiene di aver dovuto eseguire circa 30 manovre per evitare potenziali impatti. Inoltre, viene citata una missione dell’4 aprile in cui il rilascio di 29 satelliti sarebbe avvenuto a una quota di 465 km, un dato che indirettamente conferma la discrepanza denunciata da SpaceX.
La replica di Amazon e il quadro regolatorio
Amazon ha risposto difendendo la conformità dei propri lanci alle condizioni di sicurezza e autorizzazione. L’azienda ha inoltre evidenziato che SpaceX in passato ha operato dispiegamenti in un intervallo di quota sovrapponibile e che, tra luglio e ottobre 2026, SpaceX stessa ha rilasciato satelliti a 465 km senza sollevare obiezioni pubbliche. L’azienda di Seattle ha annunciato un piano per abbassare le quote a partire dalla quarta missione con Arianespace, mentre la seconda missione è prevista per il 28 aprile.
Dimensione politica e ruolo della FCC
Oltre agli aspetti tecnici, la controversia si svolge anche in ambito regolatorio. La FCC è chiamata a valutare se i piani autorizzati sono stati rispettati e come applicare le norme di mitigazione dei detriti.
Sono emerse tensioni politiche: il presidente della Commissione ha avuto confronti pubblici su petizioni che riguardano l’autorizzazione a lanciare nuove generazioni di satelliti, fatto che aggiunge pressione alle decisioni regulatorie.
I rischi per l’orbita bassa e le possibili ripercussioni
La questione solleva il tema più ampio della sostenibilità dell’orbita terrestre bassa. Con migliaia di satelliti in crescita, anche piccoli scostamenti di quota possono complicare il traffico spaziale. Gli esplosi incidenti citati nelle comunicazioni includono la creazione di detriti da parte di SpaceX con l’esplosione di due satelliti a dicembre 2026 e a fine marzo, eventi che hanno già contribuito a frammentare l’ambiente orbitale. Il rischio temuto dagli esperti è un effetto a catena che potrebbe rendere alcune fasce orbitali meno utilizzabili per decenni, un concetto noto come Sindrome di Kessler.
Modificare le procedure di rilascio richiede analisi e tempi tecnici: Amazon stessa ha ricordato che spostare le altitudini per le missioni future richiede diversi mesi di studio e coordinamento. Nel frattempo, la comunità internazionale e gli operatori privati osservano l’esito della disputa, perché la decisione della FCC potrebbe definire criteri più stringenti per l’approvazione dei piani di lancio e di mitigazione, influenzando la gestione dello spazio per le generazioni a venire.

