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Dimostrazione pratica di teleportazione quantistica su 30 km di fibra commerciale a Berlino

Deutsche Telekom, tramite T‑Labs, e Qunnect hanno effettuato una prova su fibra metropolitana a Berlino che ha teletrasportato qubit su 30 km con hardware commerciale e fedeltà del 90%

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Teleportazione quantistica su rete esistente: il test di T‑Labs e Qunnect

Un esperimento condotto da T‑Labs, il centro R&D di Deutsche Telekom, insieme a Qunnect, ha dimostrato che la teleportazione quantistica è eseguibile su infrastrutture di telecomunicazione già operative.

Chi, cosa, quando e dove

La prova è stata svolta in su una tratta metropolitana di fibra ottica lunga 30 km. Gli operatori hanno trasferito stati quantistici mantenendo una fedeltà media del 90%.

Metodologia e risultati tecnici

Il test ha integrato segnali quantistici con traffico classico coesistente senza necessità di infrastrutture dedicate. La compatibilità è stata verificata mediante misure di fedeltà e tolleranza al rumore delle fibre.

Perché il test è rilevante

La capacità di usare reti esistenti riduce i costi e accelera la scalabilità delle comunicazioni quantistiche.

Il risultato avvicina l’implementazione pratica di servizi come secure key distribution su larga scala.

Implicazioni e sviluppi attesi

Gli esiti indicano la possibilità di sperimentazioni su tratte più lunghe e su nodi di rete reali. I prossimi test dovranno valutare la robustezza in scenari metropolitani più complessi e l’interoperabilità con apparati di operatori diversi.

Cos’è stato sperimentato e perché conta

Dopo i test annunciati da T‑Labs e Qunnect, la prova ha valutato la capacità di ricreare uno stato quantistico a distanza senza trasferire fisicamente fotoni tra i nodi.

L’esperimento ha impiegato la piattaforma commerciale Carina di Qunnect, dotata di un generatore di entanglement per produrre coppie di fotoni correlate. Non è stato quindi inviato un singolo fotone dal punto A al punto B.

Il sistema ha invece sfruttato una coppia di fotoni con precondivisa entanglement per ricostruire lo stato quantistico a destinazione.

Questo procedimento corrisponde alla definizione tecnica di teleportazione quantistica, che consente di trasferire informazioni quantistiche senza l’uso di amplificazione tradizionale. La tecnica è considerata un elemento centrale per lo sviluppo di un futuro quantum internet, in cui nodi remoti scambiano stati quantistici preservando la coerenza.

Dettagli tecnici essenziali

Per garantire la transizione degli stati quantistici mantenendo la coerenza, il test ha teletrasportato qubit emessi da una sorgente coerente debole attraverso un anello di fibra che collegava il Quantum Lab di T‑Labs a un nodo del testbed berlinese.

La soluzione sperimentale comprendeva un modulo di compensazione della polarizzazione progettato per ridurre il rumore indotto dall’ambiente su fibra interrata e su fibra aerea.

Il sistema ha operato alla lunghezza d’onda di 795 nm, scelta per la compatibilità con piattaforme basate su atomi neutri e sensori quantistici. L’architettura ha consentito il trasporto di bit quantistici a elevata velocità e con fedeltà misurata secondo protocolli standard di valutazione della coerenza.

Implicazioni per le reti e i servizi futuri

La prova pratica avvicina la ricerca di laboratorio a servizi distribuibili su scala operativa. La sperimentazione dimostra che gli operatori di telecomunicazioni possono integrare risorse quantistiche nei rack e nei flussi di controllo esistenti. Ciò apre la strada a casi d’uso concreti come comunicazione quantisticamente sicura, cloud quantistico e calcolo quantistico distribuito.

In particolare, l’obiettivo è collegare più computer quantistici su lunghe distanze per aggregare potenza di calcolo e potenziare le reti di sensori.

L’adozione su fibra commerciale renderebbe la teleportazione una tecnologia integrabile nelle architetture di rete esistenti. I prossimi sviluppi attesi riguardano l’estensione delle prove su distanze maggiori e la valutazione dell’interoperabilità con le infrastrutture operative.

Limiti attuali e prossimi passi

I partner riconoscono che la sperimentazione richiede ampliamenti mirati per validare la soluzione su scala operativa. Restano margini di miglioramento nella fedeltà complessiva e nella gestione della sincronizzazione tra nodi. Per questo motivo sono previsti test su topologie multi‑nodo e su scenari di distribuzione metropolitana. Le prove mireranno a valutare la robustezza dell’entanglement e le procedure di sincronizzazione temporale tra più punti di rete. Sulla base dei risultati saranno definite metriche operative e requisiti per l’integrazione con le infrastrutture esistenti.

Ruolo degli attori e visione strategica

Sulla base dei risultati saranno definite metriche operative e requisiti per l’integrazione con le infrastrutture esistenti.

Deutsche Telekom presenta la dimostrazione come prova della capacità della propria rete di essere quantum ready. Il board member responsabile per prodotto e tecnologia ha sottolineato che il risultato è stato conseguito «all’esterno di un laboratorio» e in parallelo al traffico dati tradizionale. La società interpreta l’esperimento come passo verso servizi commerciali compatibili con le reti attuali.

Qunnect rimarca invece l’importanza della gestione operativa degli elementi di teleportazione. Secondo l’azienda, il controllo da parte di un operatore costituisce il passaggio chiave per trasformare un esperimento di ricerca in un servizio deployabile. La società indica come prioritario lo sviluppo di procedure operative e strumenti per la gestione e il monitoraggio.

I partner concordano sulla necessità di tradurre i risultati sperimentali in requisiti tecnici misurabili. Nei prossimi step saranno specificate metriche, livelli di servizio e criteri di interoperabilità necessari per una scala operativa.

A valle di questi passaggi, l’operazione di T‑Labs e Qunnect consolida un avanzamento verso infrastrutture quantistiche integrate nelle reti esistenti. L’iniziativa potrà avere ricadute sulla sicurezza delle comunicazioni, sul calcolo distribuito e sulla sensoristica avanzata. Le attività proseguiranno con prove estese per testare nuove topologie e casi d’uso e per validare requisiti operativi. I risultati attesi serviranno a definire metriche, livelli di servizio e criteri di interoperabilità necessari per una scala operativa. L’obiettivo dichiarato è rendere disponibile risorse quantistiche a livello di operatore, aprendo la strada a servizi commerciali e integrazioni in reti su larga scala.

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Scritto da Staff

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