La città di Prato ha dato avvio a Didip, una piattaforma pensata per accompagnare la digitalizzazione e la tracciabilità delle imprese tessili del territorio. Nato dall’atto costitutivo firmato da 31 aziende rappresentative delle diverse fasi produttive, il progetto si propone come un’infrastruttura digitale capace di mettere in comunicazione sistemi informativi eterogenei senza imporre la sostituzione dei gestionali esistenti. L’obiettivo dichiarato è quello di creare un flusso informativo comprensibile e condivisibile lungo tutta la filiera tessile, con particolare attenzione alla riservatezza e alla cybersicurezza.
Didip nasce come una società consortile a responsabilità limitata aperta inizialmente alle imprese classificate con codice Ateco 13, e punta a includere circa 300 aziende entro due anni. Il primo output operativo è previsto per il primo semestre dell’anno prossimo, momento in cui la piattaforma comincerà a mettere in pratica le funzionalità di scambio dati e tracciamento delle lavorazioni, affiancando l’operatività quotidiana delle imprese senza interromperla.
Che cosa offre la piattaforma e perché è diversa
Didip è progettata con un’architettura modulare e scalabile, pensata per funzionare sopra i sistemi informatici già in uso nelle aziende. Invece di imporre un unico standard gestionale, il progetto adotta l’idea del traduttore digitale: un livello di integrazione che rende interoperabili banche dati e gestionali diversi, consentendo lo scambio di informazioni tecniche, amministrative e organizzative. Questo approccio riduce il rischio di fratture operative e accelera l’adozione da parte di realtà sia industriali sia artigiane.
Interoperabilità senza sostituzione
La scelta tecnica alla base di Didip è mirata a preservare gli investimenti informatici delle imprese: ogni azienda mantiene il proprio gestionale mentre la piattaforma funge da middleware che traduce e normalizza i dati.
Grazie a questa soluzione, la condivisione di informazioni sui processi produttivi diventa più fluida, riducendo errori, tempi morti e duplicazioni. L’infrastruttura include misure per garantire la riservatezza e la sicurezza dei dati, elementi ritenuti imprescindibili per incoraggiare la partecipazione.
Obiettivi operativi e vantaggi per la filiera
Tra gli obiettivi principali c’è la promozione della sostenibilità attraverso strumenti concreti: la piattaforma faciliterà attività come la tracciabilità dei materiali, il calcolo degli impatti e la rendicontazione ESG. Questo può tradursi, per esempio, nella possibilità di offrire ai clienti un vero e proprio passaporto digitale del prodotto che documenti fasi, materiali e responsabilità lungo l’intera catena produttiva. A livello operativo, la standardizzazione dei flussi informativi è pensata per aumentare l’efficienza, ottimizzare tempi e risorse e migliorare la pianificazione delle commesse.
Un vantaggio competitivo per il distretto
L’integrazione dei dati e la disponibilità di informazioni retrostanti al processo produttivo possono rappresentare un elemento distintivo sul mercato: trasparenza e tracciabilità diventano leve di valore per i clienti finali e per i buyer internazionali. I promotori ritengono che offrire accesso controllato a dati verificabili possa rafforzare la reputazione della filiera pratese e facilitare l’apertura verso nuovi mercati e partnership commerciali.
Governance, partner e prossimi passi
Il progetto è stato promosso dalle principali associazioni locali: Confindustria Toscana nord, Cna Toscana centro e Confartigianato imprese Prato. Alla guida della società è stato nominato Giovanni Gramigni, che ha sottolineato come la soluzione scelta privilegi l’integrazione rispetto alla sostituzione dei sistemi aziendali. Il capitale sociale resta per ora riservato alle realtà della filiera tessile, ma i promotori non escludono in prospettiva l’apertura a fornitori e clienti esterni al distretto.
I prossimi passi prevedono il lancio delle prime funzionalità operative nel primo semestre dell’anno prossimo e il progressivo coinvolgimento delle imprese per raggiungere la soglia delle 300 adesioni entro due anni. Sul piano tecnico e organizzativo, la sfida principale rimane quella di conciliare interoperabilità, tutela della proprietà intellettuale e sicurezza informatica, per trasformare Didip in un’infrastruttura effettiva di supporto alla competitività e alla sostenibilità della filiera.

