Deutsche Bank ha lanciato il suo primo European green bond (EuGB): un’emissione senior da 500 milioni di euro con scadenza a quattro anni. Il titolo paga una cedola fissa del 2,875% e prevede un’opzione di rimborso anticipato (call) al terzo anno. Dai documenti raccolti emerge che i proventi sono stati destinati a progetti legati all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili e che l’operazione si colloca nella strategia della banca per finanziare la transizione verso un’economia a basse emissioni.
Caratteristiche dell’emissione
L’obbligazione è stata emessa come titolo senior, con priorità di rimborso rispetto ad altri strumenti. Lo standard di riferimento scelto è l’European Green Bond Standard, che impone criteri stringenti di trasparenza e allineamento alla tassonomia UE. La call al terzo anno offre flessibilità: permette a Deutsche Bank di rivedere la struttura finanziaria in base all’evoluzione dei tassi, senza però modificare i parametri di rendicontazione previsti dallo standard.
La struttura risulta coerente con le pratiche di mercato per emissioni verdi di pari taglio.
Target e collocamento
I materiali visionati colmano dettagli sul collocamento: l’offerta è stata orientata principalmente a investitori istituzionali — fondi pensione, compagnie assicurative e asset manager con politiche ESG consolidate. Le note interne confermano che l’intero ammontare è stato già assegnato ad attivi compatibili con la tassonomia europea, garantendo subito una destinazione chiara dei fondi raccolti.
Documentazione e governance
Il lancio è stato accompagnato dall’aggiornamento del Sustainable Instruments Framework della banca e dalla pubblicazione di una scheda informativa EuGB. Entrambi i documenti sono stati sottoposti a revisione da una terza parte indipendente: ISS Corporate ha emesso una second party opinion (SPO) che ha valutato positivamente la coerenza del framework con i requisiti dello standard europeo.
Dai verbali risulta inoltre che consulenti legali e revisori hanno certificato la conformità degli asset ai criteri tecnici richiesti.
A cosa vanno i proventi: “edifici ecosostenibili”
Secondo le carte, i fondi sono stati allocati principalmente su un portafoglio di mutui residenziali classificati come “edifici ecosostenibili”. Questo significa immobili già conformi o sottoposti a interventi di miglioramento volti a ridurre consumi ed emissioni, misurabili tramite parametri tecnici richiesti dalla tassonomia UE. La documentazione include la due diligence sugli asset, metriche per calcolare risparmi energetici ed emissioni evitate, e obblighi di monitoraggio nel tempo.
Trasparenza e controllo
I documenti mostrano clausole chiare sulla tracciabilità dell’uso dei proventi e l’impegno a report periodici rivolti agli investitori. È prevista anche la verifica esterna dei dati ambientali da parte di revisori indipendenti, un elemento pensato per ridurre il rischio di greenwashing e aumentare la fiducia del mercato.
Implicazioni e prospettive
L’emissione si propone come modello replicabile per finanziare la decarbonizzazione del settore residenziale: collegando capitale a interventi misurabili, lo strumento potrebbe favorire un maggior afflusso di risorse verso progetti verdi. Una governance solida e la validazione esterna possono migliorare le condizioni di mercato per future operazioni simili, rendendole più appetibili per investitori attenti alla qualità del reporting.
Prossimi passi
Nei mesi ahead, l’attenzione sarà sul monitoraggio dell’allocazione e sulla pubblicazione dei primi report d’impatto annuali. Le verifiche indipendenti sui risparmi energetici dichiarati offriranno elementi utili per valutare l’efficacia della struttura e la possibilità di nuove emissioni allineate alla tassonomia, in base alla domanda di mercato e all’evoluzione normativa.
Sintesi finale
La documentazione raccolta indica che l’emissione EuGB da 500 milioni di Deutsche Bank è stata strutturata per rispettare gli standard europei di trasparenza e rendicontazione, con proventi già destinati a mutui su immobili a basso impatto energetico.
La combinazione di una valida governance interna, revisione esterna e obblighi di reporting rende il caso interessante per chi osserva l’evoluzione degli strumenti verdi nel settore finanziario e immobiliare.
Fonti consultate
Prospetto di offerta, Sustainable Instruments Framework di Deutsche Bank, note di collocamento e verbali interni, seconda opinione di ISS Corporate e documentazione tecnica collegata alla misurazione dei risparmi energetici.

