Con l’avanzare della digitalizzazione e la crescita dell’intelligenza artificiale, è emerso un bisogno sempre più pressante di data center. Queste strutture, fondamentali per sostenere i servizi digitali, sono anche notoriamente energivore. Tuttavia, questa situazione non deve essere vista solo come una sfida, ma come una vera e propria opportunità per trasformare i data center in strumenti di sostenibilità.
A2A Calore e Servizi ha intrapreso un percorso innovativo per convertire questi centri di elaborazione in alleati ecologici. L’idea è quella di recuperare il calore generato da queste infrastrutture per riscaldare le nostre case, contribuendo così alla transizione ecologica.
Il modello innovativo di Qarnot
Recentemente, a Brescia, è stato inaugurato un data center della società francese Qarnot. Questa infrastruttura si distingue per un avanzato sistema di raffreddamento a liquido, capace di recuperare energia termica fino a 65 °C.
Questa temperatura è ideale per essere immessa direttamente nella rete di teleriscaldamento, permettendo di fornire calore agli edifici senza necessità di ulteriori trattamenti energetici.
Un approccio efficiente
Tradizionalmente, il raffreddamento dei server avviene mediante aria, generando calore a una temperatura inferiore, circa 30 °C. Per poter utilizzare questo calore in una rete di teleriscaldamento, è necessario innalzarlo tramite pompe di calore, un processo che consuma ulteriore energia. Al contrario, il sistema di Qarnot, che utilizza uno scambiatore a contatto diretto con il processore, consente di catturare il calore in modo molto più efficace, riducendo il fabbisogno energetico.
Benefici per la sostenibilità
Questa innovazione si allinea perfettamente con le normative europee riguardanti l’efficienza energetica dei data center e con gli obiettivi del Green Deal.
La possibilità di immettere calore a 65 °C nella rete di teleriscaldamento rappresenta un vantaggio significativo, poiché elimina la necessità di ulteriori processi di ottimizzazione energetica. In questo modo, i data center si trasformano da semplici consumatori di energia in generatori di calore pulito per le città.
Indicatori di efficienza energetica
Un ulteriore aspetto positivo è la riduzione del consumo elettrico nei data center, che possono raggiungere valori di PUE (Power Usage Effectiveness) prossimi a 1. Il data center di Qarnot, in particolare, mira a un Energy Reuse Factor (ERF) fino a 0,95, il che significa che il 95% dell’energia utilizzata per il funzionamento dell’infrastruttura viene recuperata come calore e riutilizzata per il riscaldamento degli utenti serviti.
Il progetto di A2A Calore e Servizi, in collaborazione con Qarnot, rappresenta un passo significativo verso la sostenibilità.
I data center non sono più semplici centri di consumo, ma possono diventare dei veri e propri motori di efficienza energetica, contribuendo a un futuro più verde e sostenibile.

