in

d2d e reti ibride: il futuro della connettività per l’industria

Una panoramica sulle evidenze di un sondaggio Viasat: l'adozione di d2d è prevista in massa entro 18 mesi, con vantaggi operativi e sfide di integrazione e procurement.

d2d e reti ibride il futuro della connettivita per lindustria 1771141245

D2D destinato a diventare standard nell’industria

La connettività per l’Internet delle cose industriale sta cambiando: il modello direct-to-device (D2D) — ossia collegamento diretto di sensori e asset via link satellitari o cellulari senza terminali dedicati — si prepara a diventare standard in molte filiere produttive.

La constatazione si basa su uno studio commissionato da Viasat su 600 decision maker dei settori agricoltura, energia, trasporti, mining e utility. I risultati evidenziano tendenze, benefici concreti e ostacoli ancora da superare nella diffusione della tecnologia.

Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, osserva che il passaggio al D2D implica cambiamenti infrastrutturali e di governance. Chi lavora nel settore sa che i vantaggi in termini di scalabilità e riduzione dei costi operativi devono confrontarsi con esigenze di compliance e di due diligence su sicurezza e qualità dei dati.

I numeri parlano chiaro: lo studio indica adozione crescente nelle supply chain più esposte a logistica e monitoring remoto. Dal punto di vista regolamentare, la transizione richiederà aggiornamenti normativi e standard tecnici armonizzati.

Perché il modello d2d guadagna consensi

Gli operatori del settore indicano che il modello d2d accelera la diffusione globale dell’IoT. La ragione è doppia: consente copertura in aree prive di copertura cellulare e sfrutta moduli compatti che riducono ingombro e complessità hardware.

Un sondaggio tra professionisti del settore mostra che il 91% prevede di inserire d2d nella propria strategia entro 18 mesi. Il 69% attende l’adozione entro 12 mesi e il 32% degli operatori di sistemi terrestri dichiara di essere pronto a migrare entro sei mesi.

Marco Santini, analista fintech ed ex Deutsche Bank, osserva che i numeri parlano chiaro: l’adozione è trainata sia da esigenze di scala che da efficienze di costo. Chi lavora nel settore sa che la riduzione dell’ingombro hardware facilita l’integrazione in dispositivi a basso profilo.

Dal punto di vista tecnico, la disponibilità di moduli miniaturizzati e di protocolli ottimizzati riduce i requisiti di energia e semplifica la due diligence per l’integrazione. Dal punto di vista regolamentare, la transizione richiederà aggiornamenti normativi e standard tecnici armonizzati.

L’adozione prevista nei prossimi 12-18 mesi implicherà un aumento delle prove sul campo e delle implementazioni pilota. Gli sviluppi attesi riguardano interoperabilità, certificazioni e misure di compliance per la sicurezza dei dispositivi.

Standard e tecnologia abilitante

La transizione è favorita dall’integrazione dei protocolli satellitari nei framework cellulari standard. Le specifiche 3GPP Release 17 consentono ai chipset commerciali di gestire reti terrestri e NTN senza componenti hardware dedicati. Questo abbassa i costi e riduce le barriere d’ingresso, facilitando la scalabilità di progetti distribuiti su vaste aree.

NTN indica le non-terrestrial networks, vale a dire reti che impiegano satelliti o piattaforme stratosferiche per connettività integrata. L’approccio favorisce inoltre una più rapida adozione dei servizi di connettività in scenari remoti.

Nella sua esperienza in Deutsche Bank, Marco Santini osserva che l’adozione di standard unificati è cruciale per ridurre lo spread tecnico tra soluzioni terrestri e satellitari. Chi lavora nel settore sa che interoperabilità e certificazioni costituiscono fattori decisivi per la diffusione commerciale.

Impatto operativo e casi d’uso

I vantaggi operativi sono evidenti nei settori che gestiscono asset remoti o mobili. Secondo il sondaggio citato, il 55% delle organizzazioni utilizza già connettività satellitare, rispetto al 41% dell’anno precedente. I numeri parlano chiaro: la crescita è significativa.

I casi pratici comprendono monitoraggio ambientale in agricoltura, tracciamento veicolare nel trasporto e supervisione di impianti energetici isolati. Queste applicazioni traggono beneficio da latenza ridotta, copertura estesa e minori requisiti di infrastruttura locale.

Dal punto di vista regolamentare, le aziende devono rafforzare processi di compliance e due diligence per gestire sicurezza e privacy. Le sfide operative includono gestione delle chiavi, aggiornamenti firmware e certificazione dei dispositivi.

Gli sviluppi attesi riguardano interoperabilità, certificazioni e misure di compliance per la sicurezza dei dispositivi. Per il mercato, resta fondamentale monitorare l’evoluzione degli standard e l’adeguamento normativo come fattori chiave per l’adozione su scala.

Esempi per settore

Il sondaggio indica priorità differenziate a seconda del comparto. Nel settore trasporti il 43% dei rispondenti segnala il tracking veicolare e l’ottimizzazione dei percorsi come priorità. Nell’industria mineraria il 36% indica i veicoli a guida autonoma come caso d’uso chiave. In agricoltura il 33% punta al monitoraggio dei magazzini per le colture. Anche le utility segnalano impieghi critici: il 43% menziona la sorveglianza delle infrastrutture idriche, mentre nel settore energia il 33% cita il monitoraggio dei pozzi e dei wellhead.

Investimenti, performance e limiti

Il passaggio verso modelli ibridi si riflette anche sui budget. Il 93% degli intervistati dichiara l’intenzione di aumentare la spesa IoT nel prossimo anno, con un incremento medio previsto del 27%. Le organizzazioni che adottano modelli misti riportano progressi più rapidi nelle implementazioni IoT (86% contro il 70% di chi usa solo reti terrestri). Questo dato sottolinea il valore pratico della doppia connettività nella fase di rollout.

Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech indipendente, osserva che i numeri parlano chiaro: la combinazione di connettività satellitare e terrestre aumenta la resilienza delle reti e accelera la time-to-market. Dal punto di vista regolamentare, aggiunge, la compliance e la due diligence sulle soluzioni rimangono fattori critici per l’adozione su scala.

Barriere da affrontare

Dopo aver ricordato che la compliance e la due diligence restano fattori critici, permangono ostacoli concreti all’adozione. Tra le preoccupazioni più diffuse figura il costo, indicato dal 53% degli intervistati come il principale freno. Seguono le difficoltà di integrazione con le piattaforme esistenti (37%) e l’esigenza di prove concrete di efficacia prima della scala (34%). L’81% dei rispondenti ritiene realistica l’adozione su larga scala entro uno-due anni, aprendo una finestra per risolvere i problemi tecnologici e di governance.

Anche la fase di approvvigionamento presenta complessità: gli acquirenti non mostrano una preferenza netta sul canale di acquisto delle soluzioni d2d. Le scelte si distribuiscono tra integratori di sistema (25%), piattaforme cloud (22%) e operatori satellitari diretti (21%). In sede di procurement la priorità è la sicurezza (43%), seguita dalla sostenibilità dei costi (37%). Ciò indica che la copertura tecnologica non basta: è necessaria integrazione nei processi aziendali e conformità normativa, elementi imprescindibili per la scala commerciale.

Prospettive per reti ibride

Reti ibride che combinano collegamenti satellitari e terrestri appaiono sempre più una necessità operativa per molte imprese industriali. L’integrazione nei processi aziendali e la conformità normativa rimangono prerequisiti imprescindibili per la scala commerciale.

Reti ibride: architetture che uniscono infrastrutture satellitari e terrestri per garantire ridondanza, copertura estesa e resilienza delle comunicazioni. Man mano che i moduli compatibili si diffondono e i costi si riducono, si prevede una progressione da sperimentazioni locali a rinnovamenti generalizzati delle architetture di connettività.

Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, ricorda le lezioni della crisi finanziaria del 2008 e invita a uno scetticismo costruttivo verso le mode del momento. Chi lavora nel settore sa che la tecnologia da sola non basta: servono due diligence, processi di governance e metriche di performance chiare.

Secondo commenti di figure del settore, tra cui Andy Kessler, la standardizzazione e un ecosistema di partner integrati saranno determinanti per trasformare il potenziale tecnico in benefici misurabili su sicurezza, efficienza e sostenibilità. I numeri parlano chiaro: la riduzione dei costi dei componenti e l’aumento dell’interoperabilità guidano l’adozione su scala industriale.

Dal punto di vista regolamentare, la conformità alle normative di settore e i requisiti di sicurezza delle reti resteranno fattori critici per l’implementazione su larga scala. L’evoluzione futura dipenderà dall’allineamento tra standard tecnici, modelli di business e framework di compliance.

Il prossimo sviluppo atteso riguarda l’accelerazione degli investimenti in integrazione software-hardware e la nascita di contratti di servizio che incorporino metriche di resilienza e sostenibilità.

Passi operativi per l’adozione

Per le organizzazioni, la roadmap verso d2d richiede tre azioni prioritarie. Prima, valutare i casi d’uso che sfruttino la copertura estesa e offrano ritorni misurabili. Seconda, pianificare l’integrazione dei dati con i sistemi esistenti, riducendo la frizione tra software e hardware. Terza, definire percorsi di procurement che contemperino sicurezza, costi e requisiti di compliance.

Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, sottolinea che chi lavora nel settore conosce l’importanza della due diligence e della misurazione degli SLA. Dal punto di vista regolamentare, la scelta dei fornitori dovrà incorporare metriche di resilienza e sostenibilità già nei contratti di servizio. I numeri parlano chiaro: gli investimenti in integrazione e governance saranno decisivi per tradurre le reti ibride in risultati operativi.

Il prossimo sviluppo atteso riguarda l’emergere di offerte commerciali modulabili che bilancino security e flessibilità operativa. Questa evoluzione determinerà la velocità di adozione nei settori industriali dipendenti da connettività critica.

What do you think?

Scritto da Staff

revoca dellendangerment finding cosa cambia per emissioni e industria 1771132894

revoca dell’endangerment finding: cosa cambia per emissioni e industria