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Crescita degli hyperscaler: due terzi della capacità dei datacenter entro il 2031

La corsa all’AI sta trasformando la topografia dei datacenter: gli hyperscaler si preparano a controllare la maggior parte della capacità mondiale, con conseguenze strategiche per aziende e fornitori.

Crescita degli hyperscaler: due terzi della capacità dei datacenter entro il 2031

Il panorama dei datacenter si sta rapidamente riorganizzando sotto la spinta dell’intelligenza artificiale. Secondo le analisi di mercato, la quota complessiva attribuita agli hyperscaler è destinata a crescere fino a rappresentare circa il 67% della capacità globale entro il 2031, un livello che ridefinirebbe i rapporti di forza rispetto al passato. Questa tendenza non è casuale: l’aumento della domanda di potenza di calcolo per addestrare e servire modelli AI ha creato un effetto di concentrazione che somiglia a una gravità economica attorno ai grandi operatori cloud.

Già nel quarto trimestre del 2026 il quadro mostrava segnali evidenti di questa trasformazione: gli operatori hyperscale gestivano circa 1.360 siti e controllavano il 48% della capacità mondiale, con il 60% di tale capacità costituita da strutture costruite dai medesimi hyperscaler e il resto in regime di locazione.

In parallelo, la capacità degli ambienti enterprise e delle soluzioni di colocation rappresentava rispettivamente il 32% e il 20% dello scenario complessivo, ma le proiezioni segnalano un calo costante della capacità on-premise verso circa il 19% entro il 2031.

Perché l’AI accelera la concentrazione

L’adozione dell’AI ha cambiato i parametri economici della costruzione e gestione dei datacenter. L’incremento di richieste per carichi di lavoro specializzati spinge gli hyperscaler a investire massicciamente in nuove strutture e in hardware dedicato, creando una corsa agli investimenti che raddoppierà la capacità hyperscale in pochi anni. Il fenomeno è alimentato anche dall’aumento della spesa per servizi cloud, che ha raggiunto livelli rilevanti nel 2026, e dalla notevole pipeline futura: quasi 800 nuovi impianti hyperscale sono tracciati come progetti noti, facilitando un’espansione rapida e concentrata.

Impatto su architetture e costi

La crescita dei volumi ha un effetto diretto sui costi e sulle supply chain. Fonti di settore riportano un aumento considerevole della spesa in capitale per i datacenter, con la capex complessiva che è salita fino a cifre record e previsioni che indicano ulteriori incrementi. I grandi hyperscaler hanno aumentato la loro capex in modo significativo, con singole aziende che hanno destinato decine di miliardi agli investimenti infrastrutturali: questo ha generato backlog contrattuali molto consistenti, riflettendo ordini e impegni per capacità futura su larga scala. Tali dinamiche hanno anche impatti sui prezzi delle componenti critiche, come la memoria, che influiscono sul costo totale dei server.

Conseguenze per imprese e mercato

La concentrazione della capacità porta vantaggi operativi ma solleva questioni strategiche per le imprese che mantengono o intendono mantenere risorse on‑premise.

Con la quota enterprise in diminuzione e i prezzi dell’hardware in aumento, molte aziende potrebbero scegliere di spostare lo sviluppo iniziale e il rollout dell’AI sul cloud per ottimizzare l’utilizzo dell’hardware e ridurre i periodi di inattività delle risorse. Sul fronte della competizione, il mercato rimane comunque sbilanciato: nel terzo trimestre del 2026 Amazon deteneva il 29% della quota di mercato dei servizi cloud (in calo rispetto a livelli precedenti), mentre Microsoft e Google Cloud si attestavano rispettivamente al 20% e al 13%, e i cosiddetti neocloud — provider specializzati in capacità AI — occupavano una nicchia intorno al 2,5%.

Ruolo della colocation e degli operatori di nicchia

La colocation, pur perdendo quota relativa nello schema globale, continua a crescere a ritmi a doppia cifra e resta una scelta strategica per chi cerca flessibilità o non vuole investire in infrastrutture proprietarie.

Gli operatori di nicchia e i neocloud possono offrire soluzioni verticali per carichi AI, ma si confrontano con un divario crescente rispetto ai leader di mercato. Per molte aziende la strada più prudente è una combinazione di sviluppo in cloud, test rapidi e decisioni di capex differite fino a quando la domanda non giustifichi investimenti dedicati.

Che scelte devono fare i responsabili IT

I decisori tecnologici devono bilanciare rischio, costo e tempo di utilizzo dell’hardware. Una strategia consigliabile è sviluppare e validare i progetti AI nel cloud per valutare l’effettiva necessità di capacità dedicata, evitando così investimenti anticipati su asset che potrebbero risultare sottoutilizzati. È importante considerare anche aspetti operativi come l’alimentazione, la distribuzione di potenza e la resilienza, tutte componenti critiche quando si scala su centinaia di megawatt. Infine, va valutato il rischio di vendor lock-in e la diversificazione della supply chain per mitigare problemi legati a forniture concentrate.

In sintesi, il mercato dei datacenter sta virando verso una struttura sempre più dominata dagli hyperscaler, spinta dall’AI e da investimenti senza precedenti. Le aziende devono pianificare con cura, sfruttando il cloud per sperimentare e ritardare spese fisse quando possibile, mentre preparano strategie operative per gestire la crescente centralizzazione della capacità globale.

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Scritto da Gianluca Esposito

Ex chef, critico gastronomico e food journalist. Formazione Alma.

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