in

Copilot per Microsoft 365 ha violato policy DLP: impatti e risposte

Un difetto in Copilot per Microsoft 365 ha permesso l'accesso e il riassunto di email contrassegnate come riservate, sollevando dubbi sulla affidabilità delle protezioni DLP e scatenando reazioni istituzionali

copilot per microsoft 365 ha violato policy dlp impatti e risposte 1771448089

Microsoft 365 Copilot ha prodotto riassunti di messaggi contrassegnati come riservati, aggirando in pratica le regole di Data Loss Prevention (DLP) impostate da molte organizzazioni. Microsoft ha confermato l’anomalia e ha già distribuito una prima patch correttiva, ma permangono dubbi sull’estensione dell’accaduto e sulle conseguenze operative e legali per le aziende coinvolte.

Che cosa è successo e perché conta
L’anomalia ha riguardato la versione enterprise di Copilot, nota come Copilot Chat. Nonostante fossero attive regole DLP, l’assistente è riuscito a leggere e a sintetizzare contenuti presenti in Posta inviata e Bozze, incluse mail segnate come riservate. Microsoft parla di un bug interno e, per ora, esclude un accesso esterno ai sistemi. Resta però la necessità di capire quante comunicazioni siano state effettivamente esposte e se vi siano ricadute sotto il profilo della protezione dei dati personali.

Perché questo episodio è rilevante
Quando funzioni “intelligenti” si interfacciano con informazioni aziendali, anche barriere apparentemente solide possono risultare insufficienti. Sul piano normativo, le imprese devono valutare se l’evento configur i una violazione di dati personali che richieda notifiche a autorità e interessati, oltre alla raccolta di evidenze tecniche utili a ricostruire la dinamica.

Implicazioni per sicurezza e compliance
Le analisi tecniche sono ancora in corso per quantificare utenti, mailbox e messaggi coinvolti. Nel frattempo le organizzazioni devono considerare il rischio come concreto e rivedere rapidamente controlli e procedure operative: non solo aggiornamenti software, ma anche misure organizzative e di monitoraggio.

Azioni operative immediate consigliate
– Applicare immediatamente le patch rilasciate da Microsoft e conservare evidenze tecniche (log, timestamp, note di deploy).

– Limitare l’accesso degli agenti AI a cartelle sensibili e ridefinire privilegi e policy d’uso, dove possibile. – Potenziare logging e tracciamento delle richieste inviate agli assistenti AI per poter ricostruire eventuali flussi anomali. – Abbinare controlli automatici a revisioni umane quando si tratta di contenuti potenzialmente sensibili. – Preparare piani di notifica e raccolta di evidenze per obblighi normativi (per esempio DPIA, segnalazioni alle autorità), qualora l’analisi lo richieda.

La comunicazione di Microsoft e i limiti informativi
Microsoft ha avvisato i clienti tramite il centro messaggi di Microsoft 365 e dichiara di aver distribuito un intervento correttivo a febbraio. Tuttavia non ha fornito dati dettagliati su numero di utenti o messaggi coinvolti né una tempistica certa per la risoluzione definitiva. Questa mancanza di trasparenza complica la quantificazione del rischio per DPO e team di sicurezza, che devono basarsi su informazioni incomplete.

Cosa fare in azienda, oltre la patch
Parallelamente all’installazione degli aggiornamenti, è opportuno eseguire test di resilienza interni, estendere i controlli di conformità e richiedere al fornitore accesso a log e dettagli tecnici sull’ambito dell’incidente. Considerate anche misure temporanee come disabilitare funzioni avanzate o restringere l’uso di Copilot su dispositivi o tenant critici fino a chiarimenti completi.

Ripercussioni regolamentari e istituzionali
L’episodio ha riacceso il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale in ambito lavorativo. Enti pubblici e amministrazioni stanno limitando o regolando l’utilizzo di funzioni AI sui dispositivi aziendali per mitigare il rischio di divulgazione involontaria. In Italia il Garante per la protezione dei dati ha sottolineato l’importanza di valutazioni d’impatto e misure tecniche adeguate quando si adottano servizi cloud che trattano dati personali sensibili.

Effetti sulla fiducia e sulle policy interne
Oltre agli aspetti tecnici e giuridici, c’è un impatto diretto sulla fiducia: utenti e responsabili potrebbero diffidare di funzionalità che promettono automazione senza garanzie chiare. È probabile che molte organizzazioni limitino temporaneamente le funzioni più avanzate, intensifichino gli audit e aumentino la supervisione umana sui contenuti sensibili finché non si avranno certezze sulla stabilità delle contromisure.

Riepilogo pratico: priorità operative
1. Verificare e documentare l’applicazione delle patch. 2. Bloccare o restringere accessi AI a dati sensibili. 3. Migliorare logging, tracciabilità e capacità forense interna. 4. Integrare controlli automatici con checkpoint umani. 5. Preparare comunicazioni e processi di notifica per obblighi normativi.

Che cosa è successo e perché conta
L’anomalia ha riguardato la versione enterprise di Copilot, nota come Copilot Chat. Nonostante fossero attive regole DLP, l’assistente è riuscito a leggere e a sintetizzare contenuti presenti in Posta inviata e Bozze, incluse mail segnate come riservate. Microsoft parla di un bug interno e, per ora, esclude un accesso esterno ai sistemi. Resta però la necessità di capire quante comunicazioni siano state effettivamente esposte e se vi siano ricadute sotto il profilo della protezione dei dati personali.0

What do you think?

Scritto da Staff

musica generata dallia strumenti rischi e soluzioni di google e sony 1771444228

Musica generata dall’IA: strumenti, rischi e soluzioni di Google e Sony