A Parma nasce Ortobello, un concorso dedicato agli orti sociali che mette al centro pratiche verdi e coesione sociale. L’iniziativa è stata presentata giovedì 9 aprile e vuole trasformare gli spazi coltivati del territorio in esempi di gestione sostenibile e partecipazione collettiva. Il progetto si inserisce nel più ampio percorso del Green Lab, pensato per rafforzare relazioni di quartiere e promuovere buone pratiche ambientali.
Il bando si rivolge ai titolari di orti comunali nel Comune di Parma e propone un approccio che coniuga estetica, cura e innovazione gestionale. Oltre alla visione produttiva, Ortobello valorizza il ruolo sociale degli orti come luoghi di scambio e benessere: per questo il concorso premia anche il coinvolgimento di comunità, scuole e associazioni. La partecipazione è aperta secondo le modalità comunicate dagli organizzatori e prevede premi in buoni per materiali utili alla cura degli orti.
Origine e obiettivi del premio
L’idea di Ortobello nasce dalla collaborazione tra ANCeSCAO Parma e la Cooperativa Sociale Ecole, inserita nel progetto Green Lab – costruire comunità a San Leonardo. Il premio si propone di mettere in luce pratiche che coniugano tutela ambientale, riqualificazione degli spazi urbani e promozione della socialità. Tra i sostenitori figurano il Comitato Territoriale IREN e la Fondazione Monteparma, che hanno contribuito a definire la dimensione locale e il carattere partecipativo dell’iniziativa.
Chi ha presentato l’iniziativa
Durante la presentazione sono intervenuti rappresentanti del mondo associativo e delle istituzioni locali: Benedetto D’Accardi per ANCeSCAO, Enrico Ottolini per la Cooperativa Ecole ed Ettore Brianti, Assessore al Welfare del Comune di Parma. I relatori hanno insistito sull’importanza del compostaggio, della cura condivisa degli spazi e della collaborazione tra pubblico e terzo settore per amplificare l’impatto sociale ed ecologico degli orti.
Criteri di valutazione
La selezione degli orti avverrà secondo criteri pensati per premiare soluzioni sostenibili, creative e inclusive. Tra gli aspetti considerati compaiono la qualità estetica e la cura delle aiuole, l’uso di tecniche di coltivazione biologica, l’efficienza nella gestione di acqua ed energia e l’adozione di pratiche di adattamento ai cambiamenti climatici. L’obiettivo è riconoscere chi mette in campo idee concrete per ridurre l’impatto ambientale e favorire la biodiversità.
Elementi tecnici e sociali valutati
In particolare il regolamento prende in considerazione la presenza di varietà diverse, la tutela degli impollinatori, l’assenza di plastica, l’utilizzo del compost locale prodotto dall’impianto di compostaggio degli orti e la partecipazione a progetti di citizen science. È apprezzata la collaborazione tra assegnatari e l’inclusione di scuole, centri per anziani o associazioni: questi fattori dimostrano come gli orti siano nodi di rete sociale oltre che spazi verdi.
Partecipazione e premi
Il concorso è aperto a tutti gli assegnatari di orti comunali del Comune di Parma. È possibile iscriversi dal 10 aprile e fino al 10 maggio 2026 compilando il form online all’indirizzo https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScFEPvejddkPklrgyybz-pdFQPh_L2eftxrG-4P2zP6YjkKaQ/viewform oppure scaricando il modulo cartaceo disponibile sul sito degli organizzatori e consegnandolo presso la sede di ANCeSCAO in via Milano n. 30 – Parma. Per informazioni è attivo il numero 0521 273466.
I riconoscimenti consistono in buoni acquisto per materiali e prodotti necessari alla cura dell’orto: il 1° premio è un buono da € 300,00, mentre 2° e 3° premio prevedono buoni da € 150,00 ciascuno. Oltre al valore economico, il vero obiettivo è dare visibilità ai progetti che dimostrano come la gestione degli orti possa diventare una risposta pratica a sfide ambientali e sociali.
Il valore sociale degli orti
Gli organizzatori sottolineano che coltivare un orto produce benefici a 360 gradi: dal benessere fisico alla condivisione del raccolto, fino al sostegno a chi è in difficoltà. Con Ortobello si vuole raccontare come la cura della terra, unita a pratiche sostenibili e a una rete di relazioni, possa contribuire a costruire quartieri più resilienti e inclusivi. L’iniziativa conferma il ruolo centrale dei centri sociali e delle reti locali nella promozione di un modello di città più verde e partecipato.

