La trasformazione del sistema energetico non si misura solo in impianti e tecnologie: al centro c’è il capitale umano. All’incontro “Nuove energie per il lavoro di domani: fabbisogni, formazione e imprese”, inserito nel progetto Green Jobs & Skills a KEY – The Energy Transition Expo, sono stati presentati i dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, tratti dal rapporto previsionale 2026-2029, che fotografano la portata della doppia transizione occupazionale nel settore energetico italiano.
I numeri emersi delineano una domanda di lavoro ampia e articolata: non si tratta solo di nuove assunzioni, ma anche di sostituzioni legate all’uscita dal mercato del lavoro. Le stime contenute nell’analisi servono a orientare imprese, istituzioni e percorsi formativi verso politiche di upskilling e reskilling mirate.
I numeri della domanda occupazionale
Nel quadro positivo delineato per il quinquennio 2026-2029 il sistema produttivo italiano esprimerà un fabbisogno complessivo pari a oltre 3,7 milioni di occupati, risultato della somma tra nuove posizioni e ricambio generazionale. Di questi, circa 1,55 milioni richiederanno un livello intermedio di competenze nella gestione di prodotti e tecnologie green, che rappresentano approssimativamente il 43% del fabbisogno totale. A completare il quadro vi sono quasi 760 mila professionalità con un livello elevato di competenze specialistiche.
Competenze digitali e mix tecnologico
La metamorfosi verso modelli produttivi più sostenibili è intrecciata con la digitalizzazione: la domanda di competenze digitali coinvolgerà circa 2,2 milioni di lavoratori, di cui oltre 910 mila sono attesi con un e-skill mix avanzato.
Questo indica che la sfida non è solo ambientale ma anche tecnologica, richiedendo figure che sappiano interfacciare conoscenze di energia, digitale e gestione dei processi.
Quali filiere saranno più impattate
La transizione interesserà in modo marcato alcuni comparti produttivi. Per la filiera delle costruzioni e infrastrutture lo studio prospetta un fabbisogno compreso tra 226 mila e 271 mila lavoratori nel periodo considerato. La meccatronica dovrà inserirsi tra le 149 mila e le 164 mila unità, mentre la mobilità e logistica vedrà una domanda stimata tra 139 mila e 151 mila figure professionali.
Implicazioni per le imprese
Questi saldi indicano che aziende di settori strategici dovranno pianificare assunzioni su larga scala e investire nella valorizzazione delle risorse umane. Come sottolineato da Riccardo Cuomo, responsabile area politiche del lavoro di Unioncamere, la vera infrastruttura della transizione non sono soltanto le tecnologie ma le competenze: servono percorsi formativi interni e partnership esterne per colmare il gap tra domanda e offerta di lavoro qualificato.
Formazione, iniziative e sinergie
All’interno dell’evento IEG è emerso il ruolo centrale di iniziative come Green Jobs & Skills, che collegano il mondo della fiera con strumenti di orientamento e matching tra domanda e offerta. Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della Green & Tech Division di IEG, ha ricordato come l’Innovation District e i progetti dedicati alle start-up siano pensati per creare occasioni concrete di contatto tra imprese e giovani talenti.
Oltre ai progetti espositivi, il dibattito ha messo l’accento su strumenti formativi strutturati: percorsi come il SAFTE, la collaborazione con le Università e gli ITS sono citati come leve fondamentali per trasformare le stime in opportunità reali. Tra i partecipanti al tavolo tecnico figuravano rappresentanti di ENEA, GSE, MASE, ISPRA, Politecnico di Torino, Asvis e altri centri di ricerca e formazione.
Verso una governance locale e nazionale
Per governare la transizione serve coerenza tra politiche nazionali, piani aziendali e iniziative territoriali: l’obiettivo è creare percorsi di orientamento e sostegno che accompagnino i giovani e i lavoratori in riposizionamento. Marco Gisotti, coordinatore di Green Jobs & Skills, ha ricordato che la questione non sarà più se il lavoro ci sarà, ma se sapremo formare a sufficienza le persone con le competenze giuste.
In sintesi, il cambiamento è in corso e richiede un impegno diffuso: dalle stime del Sistema Informativo Excelsior emergono numeri che obbligano imprese, istituzioni e sistema formativo a collaborare per trasformare la domanda di green jobs in occupazione reale e durevole.

