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Come l’AI trasforma le auto: dagli schermi all’autonomia a CES 2026

Al CES 2026 l'automotive mostra come AI, IoT e hardware dedicato stanno trasformando l'esperienza a bordo: dai display immersivi alla guida autonoma e alla connettività globale.

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Al CES 2026 è emersa con chiarezza una trasformazione: l’esposizione, un tempo dedicata soprattutto all’elettronica di consumo, è ormai terreno fertile per l’innovazione automobilistica. Aziende come LG, Google, Waymo e numerosi partner industriali hanno mostrato come intelligenza artificiale e software stiano diventando componenti fisiche dell’auto, non più solo funzioni aggiuntive. Il concetto di software-defined vehicle si traduce in cockpit che integrano sensori, processori dedicati e modelli generativi direttamente a bordo per personalizzare l’esperienza del guidatore e dei passeggeri.

Questa nuova ondata tecnologica punta su tre filoni principali: esperienze immersive personalizzate, maggiore sicurezza attraverso agenti intelligenti e una connettività che fonde reti cellulari, satellitari e capacità edge. Al centro rimane l’idea che l’auto è un dispositivo IoT mobile con esigenze di aggiornamento continuo, protezione e capacità computazionale che evolvono per tutta la vita del veicolo.

L’uso di modelli multimodali on-device e architetture ibride cloud-edge apre scenari finora visti solo nei laboratori di ricerca.

Esperienze a bordo e intrattenimento immersivo

Al centro delle dimostrazioni al CES c’erano schermi e sistemi che trasformano l’abitacolo in un hub di esperienze. LG ha mostrato come la combinazione di multimodal GenAI on-device e sensori di cabina possa creare interazioni contestuali: il parabrezza come superficie di visualizzazione per informazioni miste, sistemi di monitoraggio dello sguardo per adattare i contenuti e servizi che sincronizzano filmati e giochi tra casa e auto. Parallelamente, Sony Honda Mobility ha portato l’innovazione con il prototipo Afeela 1, pensato per integrare soluzioni di intrattenimento ad alto valore aggiunto e un drive assist evoluto che guarda verso una guida più autonoma.

Gaming e lavoro in movimento

L’abbattimento delle barriere tra salotto, ufficio e auto è un tema ricorrente: partnership con Zoom e Microsoft Xbox puntano a rendere il veicolo un luogo dove si può lavorare o giocare senza soluzione di continuità. L’integrazione di piattaforme come Xbox e la compatibilità con PlayStation Remote Play sono esempi pratici di come lo streaming giochi e la latenza bassa possano rendere l’auto un ambiente di intrattenimento credibile. Allo stesso tempo, soluzioni di collaborazione remota trasformano l’abitacolo in uno spazio produttivo, sfruttando agentic AI per ottimizzare notifiche, privacy e contesto d’uso.

Verso veicoli più sicuri e autonomi

La sicurezza è stata presentata come obiettivo concreto raggiungibile attraverso modelli AI che combinano percezione, mappatura e decisione.

Google ha evidenziato come la sua piattaforma Gemini Enterprise evolva l’idea di Automotive AI Agent, allineando roadmap software con fornitori di cockpit come Qualcomm per accelerare lo sviluppo di software-defined vehicles. Waymo, pur con una presenza meno spettacolare, ha mostrato progressi nella diffusione del suo stack di guida autonoma con nuovi veicoli che integrano sensori e mappe dettagliate, confermando che i dati di milioni di miglia percorse e miliardi di simulazioni sono un vantaggio competitivo nella transizione verso livelli più elevati di autonomia.

Percezione e decisione

Le piattaforme di guida autonoma combinano sensori diversi per offrire una percezione robusta: LiDAR, radar e telecamere lavorano insieme a mappe personalizzate e a modelli AI che traducono gli input sensoriali in traiettorie e azioni.

Il processo non si basa solo su GPS esterno ma su mappe ad alta precisione abbinate a dati in tempo reale, così da garantire una localizzazione accurata anche in contesti complessi. Questa integrazione permette ai sistemi di scegliere velocità, corsia e manovre con criteri che privilegiano la sicurezza e la fluidità del traffico.

IoT, processori e connettività globale

Il nucleo elettronico del veicolo si sta ridefinendo con nuovi processori e architetture di rete. NXP ha presentato la serie S32N7, pensata per consolidare funzioni critiche come controllo del telaio e dinamica del veicolo in un’architettura con isolamento hardware. Bosch è uno dei primi ad adottare questa piattaforma per integrare servizi di vehicle integration. Sul fronte connettività, è emerso il ruolo crescente delle reti non terrestri: soluzioni che combinano 5G, V2X e link satellitari permettono di mantenere servizi voce e dati anche fuori copertura cellulare, abilitando gestione remota, emergenze e aggiornamenti OTA su scala globale.

Vodafone IoT ha sintetizzato il cambiamento indicando tre driver: la disponibilità satellitare come backup e estensione della copertura, il 5G standalone per latenza ultra-bassa e slicing, e la centralità della cybersecurity per dispositivi che restano in campo molti anni. Con l’avanzare dell’edge computing, i dispositivi collegati diventeranno più intelligenti e adattivi, e la vera sfida per costruttori e fornitori sarà orchestrare aggiornamenti, dati e sicurezza in modo continuativo. In definitiva, la parola chiave rimane connettività: senza di essa le promesse di AI e autonomia restano incomplete.

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Scritto da Staff

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