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Come integrare clima, energia e ambiente nel bilancio Ue 2028-2034

Rappresentanti locali ed eurodeputati hanno chiesto che il prossimo bilancio Ue sostenga in modo concreto la transizione pulita a livello regionale e comunale senza aumentare la burocrazia

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Nel corso di un incontro svoltosi il 25 marzo, il gruppo di lavoro locale sul Green Deal del Comitato delle Regioni ha ribadito l’urgenza di includere le priorità climatiche, energetiche e ambientali nel prossimo bilancio a lungo termine dell’UE per il periodo 2028-2034. I partecipanti hanno sottolineato come le decisioni a livello europeo debbano tradursi in strumenti utilizzabili dalle autorità locali e regionali per accompagnare la transizione pulita, migliorare la resilienza e ridurre la dipendenza energetica.

Il quadro proposto dalla Commissione e le preoccupazioni locali

La proposta della Commissione fissa un obiettivo di spesa del 35% per il clima e l’ambiente nelle diverse voci del bilancio, con oltre 700 miliardi di euro destinati a sostenere questi ambiti.

Tuttavia, i membri del gruppo di lavoro hanno evidenziato la mancanza di un programma dedicato, comparabile all’attuale LIFE, che sia facilmente accessibile ai portatori di interesse locali e regionali. Senza tale strumento, temono che molte iniziative non trovino canali efficaci di finanziamento.

Il ruolo dei piani di partenariato e il rischio di greenwashing

I piani di partenariato nazionali e regionali (NRPP), che combinano risorse per lo sviluppo regionale e la Politica Agricola Comune, sono individuati come il principale veicolo per sostenere comuni, territori e imprese nella transizione. Nonostante questo, preoccupa il fatto che, pur essendo previsto che il 43% del PNRR contribuisca agli obiettivi climatici e ambientali, l’attuazione pratica in settori come l’agricoltura rimanga incerta e suscettibile a pratiche di greenwashing.

Richieste specifiche e punti di attenzione emersi

Tra i relatori, Markku Markkula (FI/PPE), presidente del gruppo di lavoro e consigliere di Espoo, ha collegato la discussione alla recente crisi energetica, sottolineando l’importanza di investire in indipendenza energetica e misure di adattamento climatico a livello locale. L’appello è stato chiaro: la strategia europea deve essere declinabile sul territorio, con misure che supportino sia la mitigazione sia l’adattamento.

Voce delle aree rurali e soluzioni su misura

L’eurodeputata Cristina Guarda (IT/Verdi/ALE) ha espresso preoccupazione per l’assenza di obiettivi e indicatori chiari a favore dello sviluppo rurale, contesto particolarmente esposto agli impatti climatici. Parallelamente, Radim Sršeň (CZ/PPE) ha richiamato la necessità di soluzioni su misura per le diverse regioni, insistendo sul fatto che una politica unica rischia di non rispondere alle esigenze specifiche dei territori.

Regole, monitoraggio e il timore della burocrazia

La proposta incorpora anche il principio del “non arrecare un danno significativo” per evitare che i finanziamenti contrastino gli obiettivi climatici e ambientali, e punta a semplificare il monitoraggio della spesa per il clima. Tuttavia, il relatore del CdR sul nuovo quadro di efficacia dell’attuazione, Luca Menesini (IT/PSE), ha avvertito che alcune regole potrebbero aumentare gli oneri amministrativi per enti locali e regionali e che gli indicatori dovrebbero valorizzare anche la dimensione qualitativa, evitando che misurazioni troppo rigide deprimano l’ambizione.

Prossime tappe istituzionali e dialogo con le città

La commissione ENVE del CdR adotterà il proprio parere sugli aspetti climatici, ambientali ed energetici del Quadro finanziario pluriennale nella riunione del 22 aprile, con il sindaco di Varsavia Rafal Trzaskowski (PL/PPE) come relatore.

Nel frattempo, il gruppo di lavoro ha anche avviato un confronto sull’agenda urbana dell’UE con il relatore Kieran McCarthy (IE/AE) e con rappresentanti di Eurocities e del Patto dei sindaci, ribadendo l’importanza di sinergie tra città e autorità regionali.

Conclusioni e roadmap operativa

Dopo un dialogo con esperti del Centro comune di ricerca, i membri del gruppo di lavoro hanno approvato la tabella di marcia 2026-2027, che delinea priorità e tappe per mettere a terra le raccomandazioni emerse. Il messaggio centrale è che il prossimo bilancio deve essere sia ambizioso sia praticabile: servono fondi adeguati, strumenti dedicati e procedure snelle per permettere a comuni e regioni di guidare la transizione verso un’economia sostenibile senza restare intrappolati in oneri amministrativi e interpretazioni difformi delle regole.

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Scritto da Staff

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