in

Come il Regno Unito costruisce sovranità AI attraverso alleanze e investimenti

Il segreto per restare influenti nell'era dell'AI passa per sovranità tecnologica, investimenti mirati e alleanze con paesi medio-potenza

Come il Regno Unito costruisce sovranità AI attraverso alleanze e investimenti

In un discorso tenuto al Royal United Services Institute, la segretaria alla tecnologia Liz Kendall ha tracciato una visione chiara: il controllo sulle tecnologie decisive definisce il potere nazionale. Partendo da un’osservazione storica — che in passato la supremazia si misurava con la potenza navale — Kendall ha spiegato come oggi il nuovo «valore» strategico sia rappresentato da chip, compute e, soprattutto, dall’intelligenza artificiale. La sua analisi sottolinea che chi domina queste risorse ottiene non solo vantaggi economici ma anche una forma di hard power capace di influenzare la sicurezza nazionale.

La ministra ha messo in guardia sul ritmo di sviluppo dell’AI, sostenendo che non si tratta di una transizione diluita su decenni ma di un’accelerazione nei prossimi anni.

Ha ricordato inoltre che il controllo effettivo dell’infrastruttura AI è molto concentrato: oggi circa il 70% del compute globale per l’AI è in mano a cinque grandi attori. Per evitare dipendenze e vulnerabilità strategiche il governo propone un mix di sostegno alle imprese nazionali e di cooperazione internazionale.

Perché l’AI è la nuova valuta strategica

Secondo Kendall, la corsa tecnologica funziona come una gara geopolitica: quando uno Stato individua una tecnologia cruciale, investe massicciamente per dominare il futuro. Esempi contemporanei citati dalla ministra sono gli investimenti cinesi nei semiconduttori e quelli statunitensi in sistemi autonomi. Per il Regno Unito questo significa puntare a diventare un partner indispensabile nella filiera globale dell’AI, piuttosto che un osservatore esterno: l’obiettivo è costruire leve di influenza lavorando su aree in cui la Gran Bretagna può eccellere, come la ricerca di frontiera, la sicurezza AI e alcune infrastrutture critiche.

Il concetto di sovranità tecnologica

Con sovranità AI la segretaria intende ridurre over-dependencies e aumentare la resilienza dove la sicurezza nazionale e i servizi pubblici lo richiedono. Non si tratta di isolamento; Kendall ha ribadito che il paese continuerà a beneficiare di investimenti stranieri e ad utilizzare tecnologie esterne quando è utile. Tuttavia, per avere leva politica e strategica occorre essere un elemento centrale dell’ecosistema tecnologico globale: un keystone che non può essere facilmente escluso dalle decisioni critiche.

Strumenti pratici: fondi, piani hardware e collaborazioni

Il governo ha già messo in campo iniziative concrete. Il programma Sovereign AI Fund ha aperto le candidature il 16 April offrendo contributi tra £1m e £9m per la creazione di asset strategici come dataset di alto valore e infrastrutture di laboratorio autonome.

Le aree prioritarie includono efficienza del compute, architetture sovrane, laboratori AI di nuova generazione, salute e scienza, oltre a fiducia e integrità dell’AI; applicazioni ritenute rilevanti per la difesa e la sicurezza nazionale possono anch’esse ottenere finanziamenti.

Piano per l’hardware e partnership internazionali

Per completare il quadro operativo, il governo svilupperà un UK AI hardware plan finalizzato a garantire capacità nazionali nei chip e nelle tecnologie semiconductor che costituiscono la base dello stack hardware AI. Parallelamente Londra spinge sulle alleanze con cosiddette middle power nations: esistono intese bilaterali e partenariati come il progetto quantistico con la Germania (incluso un co-finanziamento di £6m), l’Entente Cordiale con la Francia, il Growth and Innovation Partnership con il Canada e la Digital Partnership con il Giappone.

Implicazioni e chiamata all’azione

Kendall ha respinto l’ipotesi di una sospensione generale dello sviluppo dell’AI, definendola «una doppia tradizione» nei confronti del talento e degli interessi nazionali — una frase forte che serve a rinforzare l’idea che il Regno Unito debba partecipare attivamente alla definizione delle regole. Ha sottolineato la necessità di sostenere startup ambiziose, rafforzare centri di eccellenza come l’AI Security Institute e muoversi rapidamente con strumenti pubblici e privati per costruire una renaissance tecnologica britannica che favorisca crescita economica e sicurezza.

In sintesi, la strategia proposta combina investimenti mirati, piani per l’hardware, e una rete di alleanze internazionali per trasformare il Regno Unito in un partner imprescindibile nell’architettura globale dell’AI. L’approccio punta a far convivere apertura agli investimenti esteri e protezione delle capacità critiche, con l’obiettivo pratico di non restare spettatori in una competizione che determinerà equilibri economici e militari nei prossimi anni.

What do you think?

Scritto da Marco Pellegrini

Travel journalist, 70+ paesi visitati. Reportage e itinerari fuori rotta.

Nuova Ypsilon Turbo 100: motore 1.2 turbo e lista prezzi più accessibile

Nuova Ypsilon Turbo 100: motore 1.2 turbo e lista prezzi più accessibile