Nuova informativa obbligatoria sugli abbonamenti internet: arriva la Broadband Map di Agcom
Dal 20 febbraio entra in vigore una disposizione che modifica il processo di vendita degli abbonamenti a Internet domestico. Prima di finalizzare qualsiasi contratto, l’operatore deve mettere a disposizione dell’utente la Broadband Map di Agcom. La mappa deve evidenziare la tecnologia effettivamente disponibile al civico di riferimento. La norma è contenuta nel Decreto Pnrr, articolo 13, e punta a favorire la migrazione verso le reti più performanti, con in cima la Ftth.
La misura nasce dall’esigenza di accelerare il passaggio dalle reti in rame alle infrastrutture all fiber, in linea con le strategie europee sul digitale. L’obiettivo è duplice: aumentare il tasso di attivazione degli abbonamenti su reti in fibra e rendere più trasparente la scelta per i consumatori.
Dal punto di vista ESG, la connettività efficiente supporta la modernizzazione delle imprese e la riduzione degli sprechi tecnologici. L’effetto atteso è la riduzione delle attivazioni su tecnologie meno performanti quando è disponibile una soluzione migliore.
Perché questa misura vuole spingere l’FTTH
L’obiettivo è favorire la diffusione della fibra FTTH negli indirizzi in cui è raggiungibile, riducendo installazioni su rame e su soluzioni ibride.
L’Unione Europea ha indicato la direzione verso lo switch off del rame; nonostante lo slittamento del calendario dal 2030 al 2035, la traiettoria normativa resta confermata. In Italia la copertura infrastrutturale è migliorata: secondo il governo la fibra fino alle abitazioni raggiunge circa il 78% delle famiglie, pari a 18,4 milioni di nuclei.
Dal punto di vista ESG, la migrazione a fibra fino all’abitazione comporta benefici energetici e operativi, trasformando la sostenibilità in un business case per operatori e investitori.
Le aziende leader hanno capito che la modernizzazione delle reti riduce costi di manutenzione e migliora l’affidabilità del servizio, con un impatto positivo sulla domanda di servizi digitali ad alta banda.
La sfida del take-up
La disponibilità della rete non si traduce automaticamente in attivazioni. Il tasso di attivazione resta intorno al 25%, nonostante la copertura crescente. Questo squilibrio indica che, oltre agli investimenti infrastrutturali, sono necessarie misure mirate per aumentare il take-up dei servizi digitali.
Per aumentare le attivazioni servono interventi su domanda e offerta. Sul versante della domanda occorrono programmi di alfabetizzazione digitale, incentivi per dispositivi a basso costo e servizi pubblici digitali più accessibili. Sul versante dell’offerta risultano rilevanti tariffe competitive e pacchetti commerciali orientati a famiglie e PMI.
Dal punto di vista ESG, l’inclusione digitale rappresenta inoltre un business case per operatori e amministrazioni, poiché un maggior tasso di attivazione migliora la redditività degli investimenti e favorisce servizi a valore aggiunto.
La combinazione di politiche sociali e strategie commerciali coordiante può trasformare la rete in una piattaforma di valore per cittadini e imprese. Il prossimo sviluppo atteso è un incremento delle attivazioni dove le amministrazioni locali e gli operatori implementano misure integrate di formazione, offerta e pricing.
Come funziona la Broadband Map e quali sono i limiti pratici
La Broadband Map viene mostrata dall’operatore in fase di vendita, sia online sia in negozio o al call center, prima della sottoscrizione. Il documento consente di verificare la tecnologia disponibile su una determinata fornitura, ad esempio Fttc, Fwa o Ftth, e orientare la scelta dell’utente.
Questa esposizione preliminare nasce dall’obbligo di trasparenza informativa verso il consumatore.
Tuttavia l’uso pratico della mappa presenta limiti rilevanti. La leggibilità risulta complessa per un utente non tecnico, perché la rappresentazione cartografica non sempre distingue chiaramente copertura teorica e prestazioni reali. Inoltre il sistema non indica quale provider fornisce effettivamente il servizio per l’indirizzo specifico, rendendo necessarie ulteriori verifiche al momento della sottoscrizione.
Dal punto di vista operativo la Broadband Map fornisce una fotografia di disponibilità infrastrutturale, ma non garantisce velocità contrattuali o qualità del servizio in condizioni reali. Per questo motivo le amministrazioni locali e gli operatori sono chiamati a integrare la mappa con misure di supporto alla domanda, come campagne di informazione e verifiche tecniche sul posto. Broadband Map rimane uno strumento utile, ma va accompagnato da azioni concrete per trasformare la copertura disponibile in attivazioni effettive.
Un esempio pratico
Alla luce della Broadband Map, il caso seguente illustra i limiti pratici della sola informazione di copertura. Un consumatore attratto da una promozione televisiva decide di attivare un’offerta. Se l’operatore contattato non commercializza la FTTH disponibile al civico, l’utente è costretto a interpellare più fornitori. La ricerca di alternative genera confusione, allunga i tempi e può indurre rinunce alla scelta ottimale. Dal punto di vista ESG, la mancanza di trasparenza commerciale aumenta le inefficienze di mercato. La sostenibilità è un business case che richiede coordinamento tra Broadband Map e pratiche commerciali per convertire la copertura disponibile in attivazioni effettive.
Implicazioni per operatori, economia e ambiente
L’applicazione della norma impone agli operatori costi operativi immediati. Tra le voci principali figurano la formazione del personale, l’adeguamento dei processi di vendita e l’aggiornamento degli strumenti informativi. Si tratta di interventi necessari per garantire trasparenza nelle comunicazioni commerciali, nonostante possano contrapporsi alle semplificazioni previste dal decreto.
Sul piano economico gli studi citati rilevano benefici rilevanti. Secondo Deloitte, ogni euro investito in fibra genera un contributo di circa 4,4 euro al PIL. Tale evidenza rafforza il business case per gli investimenti infrastrutturali, che dal punto di vista ESG favoriscono anche la riduzione delle emissioni operative e l’efficienza nella gestione delle reti.
Per convertire la copertura disponibile in attivazioni effettive è necessario coordinamento operativo e informativo. Le aziende devono integrare la Broadband Map con pratiche commerciali trasparenti e procedure di verifica sul campo. Le aziende leader hanno capito che programmi di formazione mirati e aggiornamenti digitali semplificano la conversione degli utenti e migliorano la compliance normativa.
Effetti misurabili degli investimenti
Dal punto di vista economico, gli investimenti pubblici nelle aree bianche hanno prodotto risultati tangibili e verificabili.
Le analisi indicano un incremento di PIL addizionale superiore a 16 miliardi e oltre 250mila posti di lavoro direttamente collegati agli interventi.
Ad essi si aggiungono circa 5,3 miliardi di PIL e quasi 90mila occupati attribuibili ad altri progetti complementari.
Anche le entrate fiscali hanno beneficiato: la stima del gettito aggiuntivo supera i 2,5 miliardi.
La sostenibilità è un business case: dal punto di vista ESG, i benefici fiscali e occupazionali migliorano la sostenibilità finanziaria degli interventi e orientano le decisioni degli operatori e degli investitori.
Ambiente e sostenibilità dello switch off
In continuità con l’analisi sui benefici fiscali e occupazionali, la dismissione progressiva del rame ha rilevanti implicazioni ambientali. Switch off indica lo spegnimento delle reti in rame a favore della fibra ottica.
Studi del Politecnico di Torino stimano una riduzione dei consumi energetici dell’ordine del 86% con lo spegnimento delle infrastrutture in rame. Tale risparmio è pari, nelle stime citate, alle emissioni annue di circa 80mila veicoli o al consumo energetico di circa 30mila abitazioni. Dal punto di vista ESG, questi dati confermano che la modernizzazione delle reti è anche un intervento a ridotto impatto climatico. La sostenibilità è un business case che migliora la valutazione economica degli investimenti infrastrutturali e orienta le scelte degli operatori e degli investitori verso soluzioni a minor intensità energetica.
Implicazioni per adozione e formazione
La norma del 20 febbraio introduce un obbligo di trasparenza che può accelerare la migrazione verso FTTH. Dal punto di vista operativo, servono strumenti più fruibili per l’utente, incentivi all’adozione e investimenti mirati nella formazione degli operatori di vendita. La sostenibilità è un business case: politiche chiare e competenze commerciali permettono di tradurre la copertura infrastrutturale in benefici reali. Dal punto di vista ESG, la transizione verso tecnologie a minor intensità energetica richiede metriche condivise e monitoraggio continuo. La misurazione degli impatti su prestazioni, costi e emissioni sarà il parametro decisivo per verificare il ritorno economico e ambientale degli investimenti.

