Recentemente, il Regno Unito e la Cina hanno mostrato segnali di un possibile avvicinamento nel campo della cybersicurezza. Secondo quanto riportato da fonti riservate, le autorità britanniche e cinesi hanno avviato colloqui per la creazione di un forum di sicurezza informatica, noto come Cyber Dialogue, che potrebbe contribuire a ridurre le tensioni in questo settore cruciale.
Questa iniziativa mira a stabilire canali di comunicazione diretti tra Londra e Pechino, facilitando discussioni private e permettendo a funzionari di alto livello di affrontare in tempo reale le problematiche legate agli attacchi informatici. Sebbene non si preveda che il forum elimini completamente le minacce, potrebbe almeno contribuire a mitigare i rischi associati.
Le relazioni tra Regno Unito e Cina
Il contesto di questa proposta è particolarmente significativo, dato il recente via libera da parte del governo britannico alla costruzione di un nuovo mega-ambasciata cinese a Londra, che ha suscitato preoccupazioni riguardo a possibili attività di spionaggio e sorveglianza.
Questo sviluppo avviene mentre il Primo Ministro britannico si prepara a visitare Pechino, segnando un momento cruciale nelle relazioni tra le due nazioni.
Le preoccupazioni della sicurezza nazionale
Nonostante i tentativi di migliorare i rapporti, il National Cyber Security Centre (NCSC) del Regno Unito considera la Cina un attore altamente sofisticato e pericoloso nel panorama della cybersicurezza. Le minacce cinesi non si limitano ad attacchi mirati a grandi aziende; le strutture governative e i settori critici sono frequentemente nel mirino di attori legati allo stato cinese, i quali cercano di raccogliere informazioni strategiche per i propri obiettivi di intelligence.
Di recente, il governo britannico ha preso provvedimenti contro due aziende cinesi, accusate di aver perpetrato attacchi informatici contro oltre 80 obiettivi occidentali, compresi sistemi informatici del settore pubblico del Regno Unito.
Queste aziende sono state ritenute mere coperture per operazioni di cyberspionaggio statale.
Un approccio pragmatico alla cybersicurezza
Michael Bell, fondatore e CEO di Suzu Labs, ha descritto il dialogo come una mossa pragmatica da parte di entrambi i paesi. Le operazioni informatiche si svolgono in una zona grigia, non essendo né atti di guerra né attività puramente pacifiche. La mancanza di canali di comunicazione adeguati può portare a malintesi, trasformando una risposta a un incidente in un atto di aggressione. La storia ha già dimostrato che senza comunicazione, l’escalation è più probabile.
Le precedenti esperienze internazionali
Il precedente accordo tra Stati Uniti e Cina, che nel 2015 aveva stabilito una hotline per affrontare le crisi informatiche, ha portato a risultati positivi fino a quando le tensioni non sono aumentate nuovamente.
Secondo Bell, la nuova iniziativa britannica potrebbe portare a risultati simili, a patto che entrambe le parti siano disposte a utilizzare questo canale di dialogo.
In un mondo dove le minacce informatiche sono in continua evoluzione, avere un canale di comunicazione è preferibile rispetto a rimanere in una situazione di pura conflittualità. Le conseguenze delle azioni nel cyberspazio possono essere difficili da percepire fino a quando non si manifestano, rendendo la prevenzione un aspetto fondamentale della sicurezza nazionale.

