Un esperimento condotto dal professor Jean-Hugues Roy, docente di giornalismo presso l’Università del Québec a Montréal, ha messo in luce le problematiche legate all’utilizzo di chatbot AI per ottenere informazioni. Roy ha trascorso un mese a raccogliere notizie esclusivamente tramite vari chatbot, rivelando risultati allarmanti.
I chatbot messi alla prova
Roy ha testato sette chatbot AI noti, tra cui ChatGPT di OpenAI e Claude di Anthropic. Ogni giorno, il professore richiedeva i cinque eventi più rilevanti in Québec, ordinati per importanza e con fonti verificate. Tuttavia, i risultati sono stati disastrosi.
Fonti inaffidabili e notizie inventate
Su un totale di 839 link forniti come fonti, meno del 40% rimandava a articoli veri. Molti dei link erano non funzionanti, mentre altri portavano a pagine non giornalistiche, come comunicati ufficiali o siti di lobby.
Questo ha rivelato una grave carenza nel fact-checking e nella verifica delle fonti da parte dei chatbot.
Il problema delle notizie false
Un aspetto preoccupante emerso dall’esperimento riguarda l’invenzione di dettagli da parte dei chatbot. Roy ha riportato un caso in cui un chatbot ha aggiunto un’informazione falsa riguardante una madre accusata di abbandonare la propria bambina. Questo esempio dimostra come i chatbot possano diffondere fake news senza alcuna base reale.
La distorsione della realtà
Un altro episodio significativo è stato l’errore di ChatGPT, che ha creato un dibattito inesistente sulla sicurezza stradale a seguito di un incidente. Questo mostra come i chatbot possano generare narrazioni plausibili ma completamente infondate, contribuendo a una cattiva informazione.
Il plagio come problema sistemico
Oltre a fonti errate e dettagli inventati, Roy ha riscontrato un altro problema grave: il plagio. I chatbot tendevano a copiare frasi da articoli esistenti, riformulandole in modo superficiale senza attribuire il credito dovuto. Questo approccio non solo è immorale, ma mina anche l’integrità del giornalismo.
Conseguenze per il giornalismo tradizionale
La sintesi automatizzata e il plagio possono avere un impatto devastante sul settore dell’informazione. Con una diminuzione del traffico verso i siti di notizie, il rischio è che molti organi di stampa si trovino in difficoltà economiche, compromettendo la qualità e la sostenibilità del giornalismo.
Riflessioni sul futuro dell’informazione
L’esperimento di Roy funge da campanello d’allarme per chi considera i chatbot come alternative valide al giornalismo tradizionale. Nonostante la loro rapidità e comodità, l’affidabilità di queste tecnologie è estremamente discutibile.
La maggior parte degli utenti non verifica le informazioni e si fida ciecamente di ciò che i chatbot producono, rischiando di diffondere disinformazione.
La lezione principale che emerge da questo studio è chiara: l’intelligenza artificiale non è pronta a sostituire il giornalismo. Mentre il settore tecnologico continua a spingere per l’integrazione dell’AI nel processo informativo, è fondamentale rimanere vigili e consapevoli dei limiti attuali di queste tecnologie.

