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30 Settembre 2026

Brent scende sotto i 106 $, Iran riceve risposta USA su Hormuz

Petrolio in ribasso: Brent a 105 $, WTI a 92 $ e nuove dinamiche a Hormuz

Brent scende sotto i 106 $, Iran riceve risposta USA su Hormuz

Il mercato del petrolio ha interrotto la sua recente ascesa, facendo registrare il future di novembre del Brent a 105 dollari al barile, con una lieve discesa dello 0,2%, e il WTI a 92,3 dollari, in calo dello 0,3%. Questi valori sono stati osservati nella sessione di chiusura del 29 settembre 2026, segnando un’inversione di rotta rispetto ai picchi toccati poco più di ventiquattro ore prima.

Brent e WTI sotto i 100 $: la fluttuazione delle ultime 48 ore

Martedì mattina il Brent aveva raggiunto i 107 $ (+2%) e il WTI 94,3 $ (+1,88%) a causa dei timori legati a un possibile stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Tuttavia, nella serata dello stesso giorno, i prezzi hanno subito un ribaltamento: il Brent è sceso a 96,44 $ (con un massimo intraday di 100,28 $) e il WTI a 90,59 $. Il ribasso è stato sostenuto da segnali di flusso di greggio più consistente in uscita dallo Stretto di Hormuz.

Esportazioni dal Golfo Persico

Le statistiche di fine settembre indicano che le esportazioni giornaliere dal Golfo si sono aggirate intorno ai 12,8 milioni di barili, con l’Arabia Saudita che ha incrementato le proprie spedizioni da 2,446 a 5,4 milioni di barili al giorno. In totale, 19 superpetroliere avrebbero attraversato lo Stretto in quel periodo, evidenziando una forte capacità di contorno nonostante le incertezze geopolitiche.

Risposta americana alla proposta iraniana per Hormuz

L’Iran ha confermato di aver ricevuto una risposta dagli Stati Uniti in merito alla sua proposta di riaprire lo Stretto di Hormuz. La dichiarazione è stata fatta dalla portavoce Fatemeh Mohajerani e poi ribadita dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi durante una riunione di governo. Il contenuto della risposta non è stato divulgato, ma la notizia ha comunque alimentato l’incertezza sui mercati, contribuendo alla volatilità dei prezzi.

Andamento del traffico navale

Prima della chiusura dello Stretto, avvenuta il 28 febbraio 2026, passavano giornalmente circa 125-130 grandi navi mercantili, corrispondenti a un flusso stimato tra i 16 e i 20 milioni di barili al giorno. A fine settembre, i dati satellitari hanno rilevato solo 17 navi in un intero weekend, contro le 37 della settimana precedente: una diminuzione superiore al 50%. Inoltre, la percentuale di navi dark – quelle con transponder spento – è salita al 66% del traffico totale, secondo un’analisi di Kpler.

Previsioni di mercato: cosa attendersi nei prossimi mesi

Le analisi di mercato suggeriscono che finché i rischi di interruzione nello Stretto rimarranno elevati, il Brent dovrà mantenersi sopra i 100 $ per puntare a un target di 113 $. Un calo sotto i 95 $ aprirebbe la porta a nuove correzioni verso i 77-80 $. Per il WTI, il supporto critico è fissato a 93 $; superato il livello dei 97 $, il prezzo potrebbe accelerare verso i 104 $. Al di sotto dei 91 $, il rischio di un ribasso verso i 87 $ aumenta significativamente.

Fattori di supporto e ostacoli

L’Arabia Saudita ha riavviato il 22 settembre l’oleodotto Est-Ovest, con una capacità di 7 milioni di barili al giorno, per aggirare lo Stretto e dirigere il greggio al porto di Yanbu sul Mar Rosso. Il ripristino completo richiederà tra le sei e le otto settimane. Parallelamente, le esportazioni congiunte di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti continuano a influenzare i prezzi, ma i costi elevati di trasferimento tra navi mitigano il loro impatto calmante.

Gli operatori dovranno monitorare attentamente gli sviluppi delle trattative USA-Iran e le variazioni nei percorsi di trasporto, poiché entrambi gli elementi potrebbero determinare nuovi picchi o nuovi ribassi nei prossimi giorni.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.