Salta al contenuto
23 Ottobre 2026

Benefici dell’ora legale e la proposta italiana per eliminarla

L’ora legale taglia 300 milioni di kWh, risparmia 90 milioni di euro e potrebbe scomparire grazie a una nuova mozione parlamentare.

Benefici dell’ora legale e la proposta italiana per eliminarla

Ogni anno, nella notte fra il 24 e il 25 ottobre, le lancette italiane si spostano indietro di un’ora, segnando il ritorno all’ora solare. L’evento, definito per legge, influisce su consumo energetico, traffico e abitudini quotidiane. Quest’anno la discussione si è arricchita di un nuovo fronte politico: una risoluzione presentata in Camera dei Deputati dal deputato della Lega Andrea Barabotti, che chiede all’Unione europea di eliminare definitivamente il cambio stagionale.

Allo stesso tempo, l’operatore di rete nazionale Terna ha pubblicato dati di bilancio energetico che confermano un impatto positivo dell’ora legale: più di 300 milioni di kilowattora risparmiati, una riduzione di circa 140 000 tonnellate di CO₂ e un beneficio economico superiore a 90 milioni di euro. Questi numeri sono alla base del dibattito che si sta riaccendendo a livello europeo.

Il cambio d’orario del 24-25 ottobre 2026: cosa prevede la legge

Il provvedimento prevede lo spostamento delle lancette dalle 3:00 alle 2:00, creando un giorno di 25 ore. I dispositivi collegati a internet aggiornano automaticamente l’ora, mentre gli orologi analogici e alcuni elettrodomestici richiedono l’intervento manuale. Il risultato immediato è una ora di sonno in più per chi si sveglia alle 7, ma anche un cambiamento nell’esposizione quotidiana alla luce: le mattine diventano più luminose, le serate si accorciano. Gli esperti del CDC avvertono che l’adattamento può durare fino a una settimana, soprattutto per chi è sensibile alle variazioni del ritmo circadiano.

Benefici misurati dall’operatore di rete Terna

Terna, nella sua analisi annuale, ha evidenziato che l’ora legale ha consentito di ridurre il consumo di energia elettrica di 300 milioni di kWh. Questo volume corrisponde al fabbisogno medio annuo di circa 115 000 famiglie e ha generato un risparmio economico di oltre 90 milioni di euro. Il dato più impattante è la diminuzione delle emissioni di CO₂, stimata in 140 000 tonnellate, contribuendo così agli obiettivi di sostenibilità nazionale.

Risparmio energetico e impatto economico

Nel periodo di otto mesi di ora legale, il consumo totale di energia è stato valutato in 302 milioni di kilowattora, valore tradotto in 80 milioni di euro di risparmio. Le stime di Terna indicano che, se l’ora legale fosse mantenuta per tutto l’anno, il risparmio aggiuntivo potrebbe arrivare a 160 milioni di kWh, per un valore complessivo di circa 120 milioni di euro. Questi numeri sono particolarmente significativi in un contesto di domanda elettrica in forte crescita, con un aumento del 5,2% nei primi nove mesi del 2026 rispetto all’anno precedente.

Riduzione delle emissioni di CO₂

Il risparmio di energia si traduce direttamente in una minore produzione di anidride carbonica. Secondo le stime di Terna, la riduzione delle emissioni durante l’anno solare è di circa 142 000 tonnellate di CO₂. Proiettando questo risultato su più anni, il beneficio cumulative supera i 12 miliardi di kWh risparmiati dal 2004, equivalenti a 2,3 miliardi di euro di risparmio economico.

La proposta parlamentare per un’ora legale permanente

Il 15 ottobre, nella seduta della Camera dei Deputati, Andrea Barabotti ha presentato una risoluzione che chiede al Governo di sostenere il ripristino dei negoziati europei sulla proposta della Commissione del 2018, finalizzata a sopprimere il cambio stagionale dell’ora. La mozione si articola in tre impegni fondamentali: (i) riattivare la trattativa a livello UE per adottare l’ora legale permanente, (ii) inviare alla Commissione i risultati dell’indagine parlamentare e le analisi raccolte, (iii) avviare una sperimentazione europea con monitoraggio su consumi, salute, economia e impatti sociali.

Le tre richieste chiave

Il primo punto punta a far approvare nuovamente la proposta della Commissione del 2018, che aveva già ottenuto il via libera dal Parlamento europeo ma non era stata conclusa dal Consiglio dei Ministri. Il secondo punto vuole fornire alla Commissione europea dati concreti, frutto di un’indagine condotta dalla X Commissione Attività produttive, con testimonianze di imprese, sindacati, associazioni dei consumatori e esperti di salute. Il terzo punto propone una sperimentazione pilota su scala europea, alla quale l’Italia dovrebbe partecipare, definendo un quadro giuridico e un sistema di monitoraggio degli effetti.

Le organizzazioni Consumerismo No Profit e la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) hanno lanciato la campagna nazionale “Un’ora sola la vorrei”, raccogliendo quasi 360 000 firme per sostenere la mozione. La campagna sottolinea vantaggi non solo energetici, ma anche per il commercio, il turismo, la sicurezza stradale e la salute pubblica.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.