Axiom Space ha appena completato la revisione tecnica interna della tuta extraveicolare AxEMU, progettata per le attività sul suolo lunare previste nella missione Artemis III, in programma per la fine. Questo controllo interno è una tappa decisiva: ora la palla passa alla NASA, che dovrà dare il via libera definitivo prima dell’assemblaggio del primo esemplare di volo.
Prove successive: dall’acqua alla camera termica La revisione interna apre la strada a una serie di test più stringenti. I prototipi non saranno considerati pronti fino a quando non avranno superato prove operative e di sicurezza pensate per ricreare le condizioni estreme del Polo Sud lunare e la sensazione di gravità ridotta. Tra le attività previste ci sono immersioni nel Neutral Buoyancy Laboratory, sessioni in vasche dedicate e test in camere termovaccumetriche: ciascuna verifica serve a esaminare mobilità, affidabilità del supporto vitale e resistenza della tuta a sollecitazioni termiche e all’impatto di micrometeoriti.
Cos’è la AxEMU e quale problema risolve La AxEMU è una tuta EVA (Extravehicular Activity) avanzata studiata per operare in ambienti estremi, con particolare attenzione al Polo Sud della Luna. Il suo scopo è duplice: permettere agli astronauti di svolgere compiti scientifici complessi e garantire al contempo elevati standard di sicurezza. Per farlo il progetto punta su due elementi chiave: maggiore libertà di movimento e protezione robusta contro il freddo estremo e i detriti spaziali.
Dal punto di vista tecnico, la tuta integra giunti a basso attrito e materiali multilayer che riducono le limitazioni articolari, mentre i sistemi di supporto vitale sono modulari per assicurare autonomia durante le uscite e i trasferimenti tra moduli. I test attuali verificano la compatibilità della AxEMU con le procedure di raccolta dei campioni, l’uso degli strumenti scientifici e l’ingresso/uscita da veicoli e habitat.
Design pensato per lavorare di più, meglio L’architettura della AxEMU prevede un’ergonomia regolabile per adattarsi a corporature differenti, riducendo i tempi di vestizione e aumentando il comfort. Le migliorie mirano a estendere la durata utile delle attività extraveicolari e a incrementare il tempo effettivo dedicato alle ricerche sul suolo lunare. In pratica, meno energie spese per muoversi e più energie disponibili per i compiti scientifici.
I protocolli di verifica Fino a oggi i prototipi hanno accumulato oltre 850 ore di test in condizioni pressurizzate con operatori umani. Le prove includono immersioni nel Neutral Buoyancy Laboratory, simulazioni a diversi livelli di pressione e test di sollecitazione ripetuta dei giunti. Vengono registrati dati su mobilità, tenuta, cicli di carico e parametri fisiologici degli astronauti: questi feedback, raccolti insieme a valutazioni tecniche degli ingegneri, guidano le iterazioni progettuali.
In acqua si replica la gravità ridotta L’impiego di immersioni controllate consente di simulare la quasi assenza di peso, riducendo i carichi sulle articolazioni e permettendo di valutare manovre realistiche come afferrare strumenti e condurre operazioni delicate. I protocolli misurano tempi di esecuzione, precisione dei movimenti e usura dei componenti durante sequenze ripetute, mettendo in luce eventuali punti critici da correggere.
Dal controllo tecnico interno alla certificazione NASA Completata la revisione interna, il progetto passa alla valutazione esterna: la NASA esaminerà la conformità della tuta ai requisiti del programma Artemis e autorizzerà le prove finali che precedono l’assemblaggio. Le verifiche esterne includeranno test ambientali, controlli di compatibilità elettromagnetica e prove di integrazione sistema contro sistema. Axiom ha già iniziato a ricevere i componenti necessari per costruire il primo esemplare; tuttavia l’assemblaggio effettivo è subordinato all’esito positivo delle approvazioni.
La validazione coprirà hardware, software e integrazione complessiva, con simulazioni di temperature estreme e livelli di radiazione, test di tolleranza elettronica, schermature e procedure di recupero da guasti. Solo dopo questo iter la tuta potrà essere formalmente certificata per il volo e per le attività sulla superficie lunare.
Impatto oltre Artemis III La messa a punto della AxEMU va oltre il ritorno umano sulla Luna: molte delle soluzioni sviluppate — dalle innovazioni nei giunti alle procedure di raccolta e conservazione dei campioni — potranno essere applicate a future missioni di lunga durata o a esplorazioni planetarie come Marte. Migliorare ergonomia e adattabilità significa inoltre rendere le uscite extraveicolari più accessibili a un’ampia varietà di corpi astronautici, favorendo team più inclusivi senza compromettere le prestazioni operative.
Prove successive: dall’acqua alla camera termica La revisione interna apre la strada a una serie di test più stringenti. I prototipi non saranno considerati pronti fino a quando non avranno superato prove operative e di sicurezza pensate per ricreare le condizioni estreme del Polo Sud lunare e la sensazione di gravità ridotta. Tra le attività previste ci sono immersioni nel Neutral Buoyancy Laboratory, sessioni in vasche dedicate e test in camere termovaccumetriche: ciascuna verifica serve a esaminare mobilità, affidabilità del supporto vitale e resistenza della tuta a sollecitazioni termiche e all’impatto di micrometeoriti.0

