Il mercato delle memorie si trova sotto pressione: secondo TrendForce i listini contrattuali vedranno nel secondo trimestre del 2026 incrementi significativi, con la DRAM stimata in crescita tra il 58% e il 63% e la NAND tra il 70% e il 75%. Dopo rialzi già estremi nel trimestre precedente — dove la DRAM aveva registrato aumenti intorno al 90-95% e la NAND circa il 60% — il quadro mostra ora un rallentamento nel passo della DRAM ma una forte accelerazione per la NAND. Questi numeri riflettono dinamiche di mercato in cui domanda e offerta non sono più allineate.
Dietro a questi movimenti ci sono scelte strategiche dei produttori: molta capacità di produzione è stata riallocata verso applicazioni legate all’intelligenza artificiale e alle soluzioni Data center ad alto margine.
In pratica, linee e wafer che una volta rifornivano PC e smartphone vengono ora indirizzati verso moduli per server e SSD enterprise. Questa migrazione riduce la disponibilità per il segmento consumer e crea una stretta che mantiene i prezzi elevati, anche quando la domanda retail è in flessione. Il risultato è una pressione inflazionistica che colpisce soprattutto i prodotti a basso margine.
Le cause principali dell’aumento
La dinamica è guidata da due fattori collegati: da un lato l’espansione delle infrastrutture per AI, dall’altro le strategie di approvvigionamento dei grandi operatori cloud. Provider soprattutto nordamericani stanno investendo in modo aggressivo per capacità di inferenza AI e acquistano volumi consistenti di moduli come i RDIMM ad alta capacità tramite accordi di fornitura pluriennali.
Questi contratti consolidano la domanda nel segmento server e sottraggono capacità al mercato generale. I produttori, seguendo la logica dei margini, privilegiano le linee più redditizie, mantenendo così un’offerta limitata per il mondo consumer.
Il ruolo dei grandi cloud provider
I provider cloud agiscono come locomotiva della domanda: sottoscrivono accordi pluriennali per garantire disponibilità e prezzi prevedibili, spesso accettando prezzi superiori per assicurarsi forniture stabili. Questo comportamento riduce la capacità residua disponibile per OEM e distributori tradizionali, creando un effetto a catena che innalza i prezzi contrattuali. La preferenza per moduli destinati ai server spiega perché, nonostante la riduzione della domanda PC, i prezzi non trovino un livello di equilibrio e restino compressi verso l’alto.
Chi subisce maggiormente la stretta
I segmenti più vulnerabili sono quelli a margini bassi o con domanda già ristretta. La domanda di memoria per PC, laptop e mini-PC è in calo, ma le consegne vengono tagliate e chi necessita di moduli si ritrova a pagare prezzi significativamente più alti. Anche il mercato degli SSD client soffre: i rivenditori ricostituiscono scorte per paura di ulteriori penurie, mentre i produttori limitano le forniture per sostenere i prezzi. Particolarmente critici sono i prodotti come UFS ed eMMC, le cui linee di produzione sono spesso convertite per servire gli SSD enterprise, lasciando clienti del mondo mobile senza approvvigionamento adeguato.
Esempi pratici e ripercussioni
Una conseguenza concreta è che molte aziende dell’ecosistema smartphone e IoT stanno riducendo la capacità di storage sui loro dispositivi per contenere i costi, mentre i produttori di GPU vedono assegnata una capacità limitata per memorie come GDDR6 e GDDR7, con possibili ripercussioni sui prezzi delle schede grafiche.
La riqualificazione delle linee produttive per gli SSD enterprise ha lasciato vuoti nell’offerta di componenti critici come UFS ed eMMC, aggravando la carenza in segmenti specializzati e a basso margine.
Tempi e scenari per l’allentamento della pressione
Secondo le stime riportate da TrendForce, l’attuale fase di scarsità potrebbe protrarsi per almeno due anni: un ampliamento significativo della capacità produttiva non è atteso in modo rilevante prima della fine del 2027 e una normalizzazione più netta potrebbe arrivare solo all’inizio del 2028. Anche per la NAND la crescita dell’output è limitata, nonostante miglioramenti di processo e l’adozione di tecnologie come il QLC. Nel frattempo i produttori e gli acquirenti continueranno a rimodellare prodotti e strategie d’acquisto per mitigare l’impatto dei prezzi elevati.

