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Artemis riorganizzato: come la NASA ha ripianificato il ritorno sulla Luna

La NASA ridisegna il piano Artemis: Artemis III non atterrerà più, Artemis IV diventa la missione di allunaggio prevista per il 2028 e si accelerano i ritmi di lancio

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La NASA ha annunciato una revisione significativa del programma Artemis, modificando ordine e obiettivi delle missioni previste. L’annuncio è stato fatto il 27 febbraio in una conferenza stampa dall’amministratore Jared Isaacman. Il ritorno degli astronauti sulla superficie lunare, previsto inizialmente per Artemis III, è stato posticipato a Artemis IV, con una finestra possibile all’inizio o alla fine del 2028.

Secondo la NASA, la decisione mira ad aumentare la frequenza dei voli e a ridurre i rischi tecnici accumulati nelle prime campagne di prova. La nuova roadmap privilegia test in orbita per verificare interoperabilità tra veicoli e procedure di rendezvous prima di un allunaggio con equipaggio. L’agenzia ha indicato che i prossimi test orbitali determineranno i tempi e le condizioni per la riprogrammazione delle missioni successive.

Perché Artemis III diventa una prova in orbita

La NASA ha deciso di trasformare Artemis III in un volo di collaudo per verificare in condizioni operative il docking della capsula Orion con i lander sviluppati dall’industria privata. La scelta risponde alla necessità di testare l’incontro e l’aggancio in orbita prima di autorizzare missioni con superficie lunare abilitata.

Alla conferenza hanno partecipato figure di riferimento dell’agenzia e dell’industria, tra cui Amit Kshatriya, Lori Glaze e Jared Isaacman. Isaacman ha chiarito che la missione prevista per la metà del 2027 avrà lo scopo di verificare la capacità di incontro tra lander e veicoli di trasporto orbitale, sia nella versione adattata dello Starship di SpaceX sia nel Blue Moon Mark 2 di Blue Origin.

La misura mira a ridurre rischi tecnici e operativi prima di riprogrammare le missioni successive. I prossimi test orbitali determineranno i tempi e le condizioni per eventuali modifiche al calendario del programma.

Obiettivi tecnici della prova

I prossimi test orbitali determineranno i tempi e le condizioni per eventuali modifiche al programma. L’esperimento in orbita valuterà tre ambiti principali: il comportamento dell’interfaccia di docking, la compatibilità dei sistemi di comunicazione e la performance delle nuove tute spaziali durante le operazioni.

La verifica dell’interfaccia di docking mira a confermare l’allineamento strutturale e i margini di tolleranza in condizioni dinamiche. I test sui sistemi di comunicazione analizzeranno latenza, robustezza dei link e interoperabilità tra veicoli. La prova sulle tute misurerà mobilità, consumo energetico e integrazione con i sistemi di supporto vitale.

La NASA ha inoltre considerato, senza renderla ancora obbligatoria, una dimostrazione di trasferimento di propellente in orbita tra veicoli. Tale attività avrebbe impatti diretti su procedure operative e requisiti di sicurezza, e sarà valutata alla luce dei risultati dei test preliminari.

Ripensamento degli stadi e del ritmo di lancio

In seguito alla rimodulazione delle missioni la NASA ha annunciato la cancellazione dell’Exploration Upper Stage (EUS), lo stadio superiore progettato per le varianti Block 1B e 2 del razzo SLS. Per le missioni Artemis II e III verrà impiegato temporaneamente l’Interim Cryogenic Propulsion Stage, lo stadio di propulsione criogenica provvisorio della versione Block 1. A partire da Artemis IV sarà invece necessario uno stadio nuovo; l’agenzia sta valutando soluzioni commerciali, tra cui il Centaur V di ULA.

Questa scelta avrà impatti diretti sulle procedure operative e sui requisiti di sicurezza, che saranno ridefiniti dopo l’analisi dei risultati dei test preliminari.

Impatto sulla produzione e sull’architettura

La standardizzazione della configurazione del lanciatore è pensata per semplificare la produzione e aumentare la cadenza dei voli. L’obiettivo indicato è raggiungere intervalli di circa 10-12 mesi o inferiori. Secondo i responsabili, una cadenza più lenta deteriora competenze e prontezza operativa. Tale valutazione prende spunto dalle anomalie riscontrate nelle fasi di pre-lancio di Artemis I e II. La nuova strategia comporterà modifiche ai processi produttivi, alle catene di fornitura e ai piani di manutenzione. I test preliminari forniranno dati per ridefinire procedure operative e requisiti di sicurezza.

Conseguenze per il Lunar Gateway e i piani a medio termine

La cancellazione dell’EUS ha generato incertezze sul futuro del Lunar Gateway, la stazione orbitante prevista intorno alla Luna. La variante Block 1B di SLS era prevista anche per il lancio di alcuni moduli del Gateway. La riorganizzazione del programma lascia aperte domande sull’impiego delle infrastrutture a terra e sulle torri di lancio in sviluppo. Le decisioni successive saranno influenzate dai risultati dei test e dalle valutazioni sui tempi di realizzazione dei moduli alternativi. I prossimi passaggi includeranno la revisione dei requisiti tecnici e la riallocazione delle risorse industriali coinvolte.

La NASA ha indicato che alcuni moduli del Gateway potrebbero essere lanciati con veicoli commerciali, tra cui il Falcon Heavy di SpaceX. La scelta ridisegnerebbe in parte l’architettura complessiva del programma. L’agenzia prevede inoltre di introdurre, a partire da Artemis VI, un razzo alternativo all’SLS per il trasporto di equipaggi e carichi. La transizione verrà attuata gradualmente, man mano che le soluzioni commerciali raggiungeranno la maturità tecnica e operativa.

Prossimi passi e stato attuale

Il razzo SLS si trova al Vehicle Assembly Building per interventi tecnici dopo un rollback. I team stanno sostituendo componenti come le batterie e verificando i sistemi di terminazione del volo. La NASA lavora per mantenere la finestra di lancio di Artemis II di inizio aprile, tuttavia la data definitiva sarà confermata solo al termine delle riparazioni. I prossimi passaggi includono la revisione dei requisiti tecnici e la riallocazione delle risorse industriali coinvolte.

I prossimi passaggi includono la revisione dei requisiti tecnici e la riallocazione delle risorse industriali coinvolte. La revisione annunciata il 27 febbraio rappresenta un cambiamento strategico: privilegiare test progressivi in orbita, standardizzare il lanciatore per aumentare il ritmo delle missioni e affidarsi sempre più a partner commerciali per elementi critici del programma. Si prevede che la combinazione di standardizzazione e forniture esterne accelererà le finestre di lancio e riorienterà gli investimenti industriali nazionali e privati.

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Scritto da Staff

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