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Artemis II pronta per aprile e la NASA punta su Centaur V per il futuro

La missione Artemis II avanza verso il lancio di aprile con il razzo SLS e la capsula Orion dopo la risoluzione di un guasto al flusso di elio; intanto la NASA abbandona l'EUS di Boeing a favore del Centaur V della ULA per le missioni successive

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La NASA ha annunciato passi concreti verso il prossimo volo con equipaggio del programma Artemis: dopo aver completato la flight readiness review, le operazioni sono orientate a sfruttare due finestre di lancio a inizio aprile. Le squadre tecniche hanno affrontato e risolto un problema emerso durante le prove di rifornimento, consentendo il ritorno dell’hardware nei calendari per la messa in posizione sul pad.

Il veicolo costituito dal razzo SLS e dalla capsula Orion è stato preparato per il trasferimento verso la rampa di lancio: il movimento attraverso il crawler-transporter e la successiva integrazione sono parte della sequenza che porta verso la finestra operativa. Parallelamente, decisioni strategiche sui futuri stadi superiori stanno rimodellando la roadmap delle missioni Artemis.

Finestre di lancio e calendario operativo

La prima opportunità per il decollo di Artemis II è fissata per il 2 aprile alle 0:24 (ora italiana), con una finestra di 120 minuti; una seconda possibilità è prevista il 3 aprile alle 1:22, sempre per 120 minuti. Entrambe le finestre consentono un decollo vicino al tramonto, offrendo condizioni favorevoli per il monitoraggio ottico e le osservazioni di terra. Il completamento della flight readiness review ha dato il via libera alle operazioni finali, compresi i rifornimenti e le procedure di conto alla rovescia.

Equipaggio e protocolli di sicurezza

L’equipaggio designato per la missione è composto da Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch (NASA) e Jeremy Hansen (CSA). La NASA ha dato priorità assoluta alla sicurezza: la quarantena dell’equipaggio è iniziata il 18 marzo e il trasferimento protetto verso il Kennedy Space Center è pianificato per il 27 marzo.

I responsabili di missione hanno sottolineato che non verranno abbassate le soglie di sicurezza fino al rientro sano e salvo degli astronauti, dimostrando un approccio conservativo in tutte le fasi pre-lancio.

Il problema del flusso di elio e le attività di ripristino

Durante le prove di rifornimento è stata riscontrata un’interruzione nel flusso di elio verso lo stadio superiore ICPS (Interim Cryogenic Propulsion Stage), elemento fondamentale per la pressurizzazione dei serbatoi e il corretto funzionamento dei sistemi propulsivi. L’anomalia è stata isolata in un punto di disconnessione rapida delle linee di terra: una guarnizione difettosa ostacolava il passaggio del gas, compromettendo la continuità della procedura di rifornimento.

Ispezioni, riparazioni e misure preventive

Per approfondire il guasto, il complesso SLS-Orion è stato riportato nel Vehicle Assembly Building per ispezioni dettagliate.

I tecnici hanno rimosso la parte incriminata, replicato il problema in laboratorio e adottato una soluzione che ha previsto la sostituzione della guarnizione e il rinforzo di componenti vicini. I test successivi hanno confermato la tenuta del sistema; le modifiche verranno integrate come procedura standard per evitare il ripetersi dell’anomalia.

Una svolta strategica: addio all’EUS e adozione del Centaur V

Guardando oltre Artemis II, la NASA ha operato una significativa revisione della catena di produzione degli stadi superiori: lo sviluppo dell’Exploration Upper Stage (EUS) affidato a Boeing è stato sospeso e, a partire da Artemis IV, è previsto l’impiego del Centaur V prodotto da United Launch Alliance (ULA). La decisione è motivata da ritardi cronici e aumenti di costo legati all’EUS, stimati dall’ispettorato generale in valori sino a 5,7 miliardi di dollari.

Il Centaur V, già utilizzato con successo sui lanciatori Vulcan, ha completato quattro missioni dal suo debutto nel gennaio 2026, dimostrando affidabilità e tempi di integrazione compatibili con le esigenze della NASA. L’opzione commerciale è stata scelta anche per accelerare la cadenza dei lanci e contenere i costi, favorendo soluzioni mature e collaudate piuttosto che sviluppi interni più lunghi e incerti.

La riorganizzazione del programma prevede una tabella di marcia ambiziosa: Artemis II (volo circumlunare con equipaggio), Artemis III (prove in orbita e valutazioni dei lander), e il passaggio a Artemis IV con il Centaur V per preparare il ritorno umano sulla superficie lunare. Nonostante la complessità ingegneristica dell’integrazione del nuovo stadio, la scelta sottolinea la volontà dell’agenzia di mantenere ritmo e sostenibilità nel lungo periodo.

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Scritto da Staff

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