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Artemis II, missione con equipaggio verso l’orbita lunare: cosa controllano gli ingegneri

Segui Artemis II: il lancio del razzo SLS con la capsula Orion porterà quattro astronauti oltre la Luna per una serie di test fondamentali per il ritorno umano sul suolo lunare

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È imminente il lancio della missione Artemis II, che vedrà una capsula con quattro astronauti sorvolare la Luna a distanza di decenni dalle ultime missioni con equipaggio. Il decollo è programmato dal Kennedy Space Center con il razzo Space Launch System (SLS): l’evento avrà luogo alle 18:24 locali (le 22:24 in Italia) e sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube della NASA. A bordo della navicella Orion saliranno Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen della CSA, che torneranno sulla Terra dopo circa dieci giorni.

Preparativi finali e controlli tecnici

Negli ultimi giorni gli ingegneri hanno completato una serie di verifiche su sistemi critici: la diagnostica sui quattro motori RS-25 del primo stadio non ha evidenziato anomalie e sono stati controllati i sistemi di alimentazione dello stadio superiore.

Sono state ricaricate le batterie della capsula Orion e del primo stadio, essenziali per avionica, supporto vitale e sensori. Prima del riempimento dei serbatoi con propellente criogenico (ossia idrogeno e ossigeno liquidi) verrà eseguita la procedura di purging con azoto gassoso per sostituire l’ossigeno atmosferico e ridurre il rischio di combustione durante le operazioni alla rampa.

Ritardi e finestre di lancio

Il lancio era inizialmente previsto per l’inizio di marzo, ma un problema tecnico ha richiesto il ritorno del razzo nel Vehicle Assembly Building per interventi correttivi, spostando la data di circa un mese. Quella attuale è la prima di sette finestre disponibili nel mese di aprile. Le condizioni meteo al momento danno una probabilità dell’80% di favorevolezza, un fattore che rimane determinante per confermare la data effettiva di decollo.

Obiettivi scientifici e test con equipaggio

Artemis II è concepita come un volo di prova con equipaggio: l’obiettivo non è l’allunaggio ma la verifica del comportamento di sistemi vitali in ambiente di spazio profondo. Tra i test principali c’è la conferma della capacità dello scudo termico di resistere al rientro a circa 40.000 km/h, con temperature estreme; inoltre verranno valutati gli apparati di supporto vitale, la gestione dell’anidride carbonica e il comportamento umano in cabina. La missione raggiungerà distanze pari a quelle necessarie per le future rotte lunari e per un periodo limitato gli astronauti perderanno il contatto radio mentre sorvoleranno la faccia nascosta della Luna.

Sistemi di sopravvivenza e comunicazione

Particolare attenzione sarà riservata al sistema di supporto vitale, dove il dispositivo CAMRAS (Carbon dioxide and Moisture Removal Amine Swing) giocherà un ruolo chiave nel filtrare la CO2 e controllare l’umidità in cabina.

Gli equipaggi testeranno anche il giubbotto protettivo AstroRad e le capacità di pilotaggio manuale dell’Orion in prossimità di un altro veicolo, prova necessaria per futuri rendezvous. Debutterà inoltre una nuova modalità di comunicazione laser, in grado di trasmettere video ad alta definizione quasi in tempo reale.

Traiettoria, streaming e impatti futuri

Il profilo di volo segue una traiettoria di ritorno libero, che sfrutta la gravità lunare come una sorta di boomerang per riportare la capsula alla Terra anche in caso di malfunzionamento dei propulsori. Dopo il lancio il razzo metterà l’Orion in un’orbita terrestre molto alta e quindi verrà eseguita l’iniezione translunare verso l’orbita della Luna; durante il sorvolo verranno raccolti dati e immagini, alcune delle quali saranno trasmesse in diretta.

La copertura streaming della NASA inizierà alle 12:50 locali (le 18:50 in Italia), con un secondo live che mostrerà le riprese dalla videocamera di bordo alle 18:30 locali (le 00:30 del 2 aprile in Italia).

Conseguenze per l’esplorazione umana

Artemis II rappresenta una tappa cruciale verso il ritorno umano sulla superficie lunare e la preparazione a missioni marziane: servirà per consolidare tecnologie come l’ISRU (estrazione di risorse in loco), testare infrastrutture e validare concetti di propulsione avanzata. Sul piano geopolitico la missione contribuisce inoltre a definire alleanze e regole operative nello spazio, in un contesto dove accordi internazionali come gli Artemis Accords si affiancano a iniziative parallele di altri Paesi.

In sintesi, Artemis II non è solo un volo storico di ritorno nei pressi della Luna ma un banco di prova per tecnologie, procedure e convivibilità umana in missioni di lunga durata: un passaggio obbligato prima di progettare un ritorno con equipaggio sulla superficie previsto con la missione Artemis IV nel 2028.

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Scritto da Elena Parisi

Home & garden editor. 7 anni di guide pratiche per la casa.

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