Il mondo dei Shelby torna sotto i riflettori con The Immortal Man, il film che riporta in scena Tommy Shelby dopo il finale televisivo. Scritto da Steven Knight e diretto da Tom Harper, il progetto è pensato come un evento cinematografico che poi approda alla piattaforma: distribuzione limitata in sala dal 6 marzo 2026 e streaming globale su Netflix dal 20 marzo 2026. La durata indicata è di circa 1 ora e 52 minuti, e la produzione punta a mantenere la cura visiva e sonora che ha reso celebre la serie.
Il film rappresenta anche un punto di svolta personale: Cillian Murphy torna al ruolo che lo ha reso iconico ma, secondo quanto dichiarato, questa sarà la sua ultima interpretazione di Tommy, mentre continuerà a seguire il franchise come produttore.
In questo senso The Immortal Man agisce sia come commiato che come ponte verso futuri sviluppi narrativi, tra sequel e spin-off annunciati o ipotizzati.
Ambientazione e trama
La vicenda si sposta nella Birmingham colpita dal Blitz, negli ultimi giorni di novembre del 1940, e mette al centro una città ancora attraversata dalla violenza della guerra e dalle tensioni politiche dell’epoca. A costo di svelare poco della sceneggiatura, il racconto vede Tommy Shelby richiamato dall’esilio volontario per affrontare una minaccia che intreccia dinamiche familiari e complotti internazionali: emerge infatti l’influenza del nazismo e la presenza di riferimenti all’operazione Bernhard attraverso il personaggio di Beckett, interpretato da Tim Roth. La trama gioca con l’idea di un ritorno e con la necessità di chiudere conti irrisolti.
Temi ricorrenti
Il film prosegue l’analisi dei grandi temi di Peaky Blinders: la famiglia come nucleo di potere, il peso dei traumi di guerra e il continuo ricorso alla violenza come cura di un vuoto esistenziale. In scena tornano i demoni del passato, la colpa e le superstizioni che da sempre contraddistinguono la dinastia Shelby. Non manca un uso simbolico delle visioni e dei presagi, elementi che agiscono come motore psicologico oltre che narrativo. La colonna sonora, affidata a Grian Chatten, prosegue la tradizione di scelte musicali che amplificano l’atmosfera e rimandano alle passate collaborazioni con figure come Nick Cave.
Cast e nuovi ingressi
Accanto al ritorno di Cillian Murphy la pellicola riunisce volti noti e interpreti nuovi.
Tornano personaggi storici come Sophie Rundle (Ada), Stephen Graham (Hayden Stagg), Ned Dennehy (Charlie Strong), oltre a alleati come Johnny Dogs e altri membri del clan. Tra i nuovi arrivi spiccano Barry Keoghan, che interpreta il giovane erede spesso indicato come il probabile successore, e Rebecca Ferguson, mentre la partecipazione di Tim Roth aggiunge peso al fronte antagonista. Da segnalare l’assenza di Paul Anderson per motivi legati all’attore, e la rimozione del personaggio di Oswald Mosley coerentemente con i fatti storici del periodo.
Il ruolo di Barry Keoghan
Il casting di Barry Keoghan come figura centrale della nuova generazione pone la domanda su come un’eredità così marcata possa essere rinnovata. Keoghan è chiamato a interpretare un personaggio segnato dal rifiuto familiare e dalla fame di potere, che rimane però distinto dall’originale: il film sembra voler ribadire che Tommy Shelby è un unicum e che qualsiasi successore porterà con sé una diversa mescolanza di fragilità e ferocia.
Passaggio di testimone e prospettive future
Più che un semplice reboot, The Immortal Man è costruito come un punto di snodo: chiude alcune linee narrative, consegna una corona e apre nuovi cordoni narrativi. Netflix ha indicato che un sequel ambientato negli anni ’50 è entrato in produzione e si parla di altri progetti collaterali, come uno spin-off su Boston e un prequel dedicato a Polly. La domanda centrale resta se il pubblico vorrà seguire una saga senza la presenza costante dei volti che l’hanno resa celebre, oppure se la forza del mondo creato da Steven Knight e l’estetica ormai riconoscibile basteranno a sostenere nuove storie.
Considerazioni finali
In definitiva, The Immortal Man vuole essere al tempo stesso un commiato e un nuovo inizio. La messa in scena conserva la fotografia cupa e il rigore sonoro che hanno definito la serie, mentre il ritorno di Tommy Shelby rinnova la tensione tra redenzione e vendetta. Per i fan si tratta di un appuntamento obbligato, e per i curiosi un’occasione per valutare se la saga può essere declinata oltre il mito del protagonista. Restano questioni aperte, ma la sensazione è che la storia degli Shelby abbia ancora qualche colpo da sparare prima di chiudere definitivamente il sipario.

