Recentemente, Amazon ha affrontato una significativa sanzione in Germania, dove il Bundeskartellamt, l’autorità antitrust, ha deciso di multare l’azienda per un importo di 59 milioni di euro. Questa sanzione è stata imposta a causa di pratiche che limitano la concorrenza all’interno del suo marketplace, in particolare nei confronti dei venditori di terze parti. La decisione ha suscitato un acceso dibattito e Amazon ha già annunciato l’intenzione di presentare appello.
Le pratiche di Amazon e la loro rilevanza
Nel contesto del commercio elettronico, Amazon non si limita a vendere i propri prodotti, ma funge anche da piattaforma per i venditori esterni. Tuttavia, secondo le indagini condotte dal Bundeskartellamt, l’azienda ha utilizzato meccanismi di controllo dei prezzi per gestire le offerte di questi venditori.
Circa il 60% delle vendite su Amazon proviene proprio da queste terze parti, rendendo la questione particolarmente critica.
Meccanismi di controllo dei prezzi
Le pratiche contestate si basano su tre principali meccanismi. In primo luogo, se un venditore imposta un prezzo che supera una certa soglia calcolata attraverso modelli statistici, Amazon considera tale prezzo un errore e rimuove il prodotto dal marketplace. In secondo luogo, se il prezzo è elevato, il prodotto non viene visualizzato nel Buy Box, riducendo drasticamente la sua visibilità. Infine, se il prezzo supera quello più competitivo offerto da un rivale, il prodotto viene nuovamente escluso dal Buy Box, penalizzando ulteriormente il venditore.
Implicazioni della sanzione
La multa di 59 milioni di euro rappresenta una misura temporanea, con possibilità di incremento a seguito del procedimento antitrust.
L’autorità ha messo in evidenza che tali meccanismi non solo arrecano danno ai venditori, ma risultano anche carenti sotto il profilo della trasparenza. Molti venditori, infatti, non sono a conoscenza dei criteri utilizzati da Amazon per stabilire le soglie di prezzo, né di quando i loro prodotti possano essere rimossi o resi meno visibili.
Le conseguenze per i venditori
Le conseguenze di queste pratiche si rivelano evidenti: l’esclusione di un prodotto dal marketplace comporta una significativa riduzione delle vendite, con un conseguente impatto negativo sui profitti dei venditori. Questa situazione solleva interrogativi sulla reale equità della competizione in un contesto in cui un gigante come Amazon esercita un’influenza così marcata sulle dinamiche di mercato.
La reazione di Amazon
In risposta alla sanzione, Amazon ha dichiarato la sua intenzione di presentare appello. L’azienda sostiene di non aver violato le norme antitrust e di considerare legittimi i propri meccanismi di controllo dei prezzi. Il caso ha attirato l’attenzione di molti osservatori del settore, che interpretano questa decisione come un potenziale cambiamento nelle regole del gioco per il commercio online.
La situazione di Amazon in Germania mette in evidenza le tensioni tra innovazione tecnologica e normative di mercato. Mentre l’azienda cerca di difendere le proprie pratiche, è evidente che il futuro del marketplace potrebbe subire un impatto significativo a causa di questo procedimento legale.

