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Agentic internet e 5G-Advanced: la proposta aperta di Huawei per le telco

Huawei propone uno stack aperto per gli agenti di intelligenza artificiale e una rete backhaul deterministica per trasformare il 5G in una piattaforma per servizi critici

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Al Mobile World Congress Huawei ha illustrato una strategia per integrare standard aperti e tecnologie di rete nella creazione di un ecosistema che definisce Agentic Internet. La proposta punta a far collaborare agenti software interoperabili per automatizzare la gestione di infrastrutture e servizi di rete.

Il discorso si inserisce nel dibattito sull’innovazione nelle telecomunicazioni centrato sugli agenti di intelligenza artificiale e sul loro potenziale per automatizzare processi complessi. Nel mercato delle infrastrutture digitali la topologia e l’interoperabilità restano fattori determinanti; la proposta di Huawei mira a ridurre la complessità operativa e a favorire la scalabilità dei servizi.

Un protocollo aperto per far parlare tra loro gli agenti

Nel contesto esposto in apertura, l’iniziativa propone un protocollo aperto volto a standardizzare la comunicazione tra agenti software.

Al centro del progetto c’è A2A-T, Agent-to-Agent for Telecom, rilasciato come codice open source insieme a un’implementazione di riferimento.

Il progetto mira a ridurre i tempi di integrazione e a rendere possibile la collaborazione cross-domain e cross-vendor. Include un SDK per l’integrazione standardizzata, un Registry Center per l’autenticazione e la gestione delle competenze degli agenti e un Orchestration Center dotato di strumenti low-code/no-code per orchestrare workflow complessi in modalità visuale.

Perché l’open source conta

La scelta dell’open source favorisce la continuità operativa tra componenti eterogenee e mantiene aperto il percorso di integrazione tecnologica. Se gli standard definiscono le regole, il codice aperto fornisce gli strumenti pratici per l’attuazione delle specifiche.

Ciò riduce le barriere d’ingresso per gli operatori e accelera la sperimentazione di servizi che richiedono integrazione tra più attori. Infine, il codice pubblico facilita la verifica indipendente delle capacità degli agenti e l’adozione condivisa di aggiornamenti e patch di sicurezza.

Agentic Core: la rete che pensa e agisce

Dopo aver sottolineato il valore del codice pubblico per la verifica indipendente, Huawei propone Agentic Core per trasformare la rete in una piattaforma intelligente. La società presenta la soluzione come un insieme coordinato di funzionalità volto a rendere la rete capace di orchestrare identità, risorse e servizi in modo autonomo.

La proposta si articola su tre motori di intelligenza: NE Intelligence, dedicata alla gestione delle identità digitali e delle sessioni A2A; Network Intelligence, orientata all’allocazione dinamica delle risorse in funzione delle esigenze; e Service Intelligence, finalizzata a offrire servizi differenziati sfruttando la capacità di calcolo disponibile in rete.

In pratica, la stessa infrastruttura di trasporto diventa una risorsa computazionale utile non solo per instradare pacchetti, ma anche per eseguire processi di intelligenza artificiale in prossimità dell’utente, con l’obiettivo di ridurre la latenza e distribuire funzioni di controllo e sicurezza.

Un framework per operations intelligenti

A valle della distribuzione dei processi di intelligenza artificiale in prossimità dell’utente, il progetto introduce un Framework AI-Native volto a trasformare attività manuali in operazioni proattive automatizzate. Il framework si concentra sugli outcome operativi e punta a orchestrare decisioni end-to-end per ridurre interventi umani e tempi di risposta.

La piattaforma sfrutta digital twin e modelli di dominio per chiudere i loop decisionali, integrando meccanismi di prevenzione predittiva T-1 e risposta immediata T0.

Tale approccio rende possibile l’identificazione precoce delle anomalie e l’attivazione automatica di contromisure, con un effetto diretto sulla resilienza e sulla continuità del servizio.

Il risultato atteso è una gestione operativa più reattiva e meno dipendente da interventi manuali, con miglioramenti sulla stabilità delle reti e sulla capacità di mantenere i livelli di servizio in scenari critici.

Il salto tecnico: backhaul deterministico per il 5G-Advanced

A valle del miglioramento della stabilità delle reti e della riduzione della dipendenza da interventi manuali, Huawei ha presentato una nuova architettura di mobile backhaul pensata per il 5G-Advanced. L’obiettivo dichiarato è sostituire il tradizionale trasporto best effort con un modello che fornisce garanzie misurabili di prestazioni.

Il progetto prevede l’introduzione di SLA con parametri garantiti di banda e latenza, rendendo la rete idonea per servizi mission critical che finora richiedevano connessioni cablate. Nel mercato immobiliare la location è tutto: qui la localizzazione delle risorse di rete e la qualità del backhaul diventano fattori determinanti per il valore dei servizi con requisiti stringenti.

Caratteristiche e impatti pratici

La nuova architettura introduce tecnologie chiave come 10GE/25GE al sito e SRv6 end-to-end, oltre a funzionalità di L3 all’edge. Queste soluzioni permettono di sfruttare link radio fino a 10 Gbps e riducono la latenza tra sito radio e servizi finali.

Sul piano commerciale, la disponibilità di garanzie deterministiche abilita offerte premium e nuove forme di monetizzazione. Tale evoluzione è necessaria per ammortizzare gli investimenti nella diffusione del 5G standalone e nell’uso efficiente delle frequenze radio. Nel mercato delle infrastrutture la localizzazione delle risorse e la qualità del backhaul restano determinanti per il valore dei servizi a requisiti stringenti; i dati di mercato indicheranno le prime aree con ritorni sull’investimento misurabili.

Che cosa cambia per operatori e utenti

Combinando A2A-T, Agentic Core e una backhaul deterministica, gli operatori ottengono una piattaforma più flessibile e affidabile. La nuova architettura consente il lancio di servizi con requisiti stringenti di latenza, throughput e disponibilità. Per gli utenti finali ciò può tradursi in esperienze migliori per applicazioni come video 8K, XR, AI vision e assistenti personali avanzati che richiedono elaborazione lato rete. I dati di mercato indicheranno le prime aree con ritorni sull’investimento misurabili.

Prossimi passi e adozione

La realizzazione pratica dipenderà dalla diffusione delle reti 5G standalone e dall’adozione di standard aperti nell’ecosistema. Se convergeranno implementazioni open source, operatori e fornitori potranno costruire un ambiente interoperabile in cui agenti AI collaborano per ottimizzare risorse e garantire SLA. Nel mercato immobiliare la location è tutto, ma nel mercato delle reti l’interoperabilità e la standardizzazione determinano la scalabilità commerciale. Il mattone resta sempre un asset, tuttavia per i servizi digitali il valore si misura su ROI operativo e capacità di monetizzare servizi a bassa latenza. L’evoluzione attesa riguarda l’emergere di casi d’uso verticali con metriche di rendimento misurabili e modelli di business basati su servizi gestiti a valore aggiunto.

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Scritto da Staff

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