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Affitti brevi e tecnologia: nuove regole per il riconoscimento degli ospiti

La sentenza del Consiglio di Stato ridefinisce il riconoscimento degli ospiti negli affitti brevi, aprendo a nuove tecnologie.

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La recente sentenza del Consiglio di Stato, emessa il 21 novembre, segna un momento cruciale per il settore degli affitti brevi in Italia. Questa decisione, che ha preso forma dopo un lungo periodo di incertezze e dibattiti, chiarisce le modalità di riconoscimento degli ospiti e le tecnologie che possono essere utilizzate per garantire la loro identità.

In un contesto in cui la digitalizzazione ha preso piede, la tradizione del riconoscimento de visu ha sollevato interrogativi sulla sua applicabilità alle nuove tecnologie. La sentenza non solo conferma l’obbligo di identificazione, ma offre anche la possibilità di utilizzare strumenti digitali, a condizione che garantiscano un’efficace verifica dell’identità.

Il nodo della tecnologia nel riconoscimento

In base alla sentenza, il riconoscimento non deve necessariamente avvenire di persona.

Ciò significa che diverse tecnologie possono essere integrate nel processo di check-in. Marco Celani, presidente dell’Aigab (Associazione italiana gestori affitti brevi), sottolinea l’importanza di avere una linea guida chiara da parte del Ministero dell’Interno riguardo quali strumenti siano considerati validi.

Le implicazioni della sentenza

La sentenza stabilisce che il focus deve essere sulla verifica effettiva dell’identità, piuttosto che sulla presenza fisica dell’ospite durante il check-in. Questo approccio apre la strada all’uso di tecnologie come videochiamate, foto identificative e sistemi di smart lock, che possono aumentare la sicurezza e semplificare il processo per gli operatori del settore.

Le sfide del riconoscimento digitale

Nonostante le nuove opportunità, il settore deve affrontare delle sfide. La richiesta di un protocollo ufficiale da parte del Ministero è fondamentale.

Celani avverte che è essenziale non confondere digitalizzazione con mancanza di controllo: “Stiamo cercando chiarezza, non deregolamentazione”, afferma. Le tecnologie disponibili, come le verifiche tramite QR code o firme elettroniche, sono già implementate da molti operatori.

La sicurezza al primo posto

Il dibattito sulla sicurezza è centrale in questo scenario. Anche se un check-in “faccia a faccia” può sembrare sicuro, Celani evidenzia che la tecnologia può ridurre i rischi di errori. Affidare il riconoscimento a sistemi digitali che inviano dati automaticamente alle autorità può essere più sicuro rispetto a metodi tradizionali, dove l’accuratezza può risultare compromessa.

Prospettive future e attese

In attesa delle direttive definitive, il settore degli affitti brevi continua a richiedere procedure digitali. La pandemia ha dimostrato che anche le fasce di popolazione più anziane preferiscono limitare i contatti diretti.

“Un accesso non digitale è ormai obsoleto”, afferma Celani, sottolineando come anche gli hotel stiano adottando sistemi simili per il check-in.

La situazione attuale invita a riflessioni importanti: mentre il mercato si muove rapidamente, le aspettative dei viaggiatori sono chiare. La tecnologia deve essere vista come un alleato e non un ostacolo. Gli operatori sono pronti a implementare soluzioni innovative, ora è il turno del Ministero di definire il campo d’azione per un futuro più sicuro e digitale nel settore degli affitti brevi.

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Scritto da Staff

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