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198 app iOS compromettono la privacy degli utenti: dati sensibili in pericolo

Un'indagine approfondita ha rivelato che ben 198 applicazioni iOS compromettono la privacy degli utenti, mettendo a rischio dati sensibili e informazioni personali.

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Recenti ricerche nel campo della sicurezza informatica hanno sollevato un allerta significativa riguardo a 198 applicazioni disponibili sull’App Store di Apple. Queste app, molte delle quali sono collegate a servizi di intelligenza artificiale, presentano vulnerabilità in grado di esporre informazioni personali e cronologie di chat di milioni di utenti. Il progetto di ricerca, noto come Firehound, è stato avviato dal laboratorio CovertLabs con l’obiettivo di esaminare e catalogare le app che presentano rischi per la privacy.

Il progetto Firehound e le sue scoperte

CovertLabs ha lanciato Firehound per analizzare in modo approfondito l’intero App Store, identificando app che potrebbero compromettere la sicurezza dei dati degli utenti. Finora, l’indagine ha rivelato che 196 delle 198 app esaminate condividono dati sensibili in modi che potrebbero non essere noti agli utenti.

I dati esposti includono nomi, indirizzi email e, in alcuni casi, intere cronologie di chat.

Il caso di Chat & Ask AI

Tra le app più problematiche emerge “Chat & Ask AI”, che ha attirato l’attenzione per la gravità della sua vulnerabilità. Si stima che questa applicazione abbia reso accessibili oltre 406 milioni di messaggi, appartenenti a più di 18 milioni di utenti. Questa situazione è stata definita dai ricercatori come una vulnerabilità critica e ha portato a un avviso pubblico per sensibilizzare sulla questione.

Le conseguenze della fuga di dati

Le implicazioni di tali fughe di dati sono preoccupanti e toccano diversi ambiti, tra cui educazione, intrattenimento, salute e social media. La varietà delle applicazioni coinvolte dimostra che il problema non è limitato a un singolo settore, ma rappresenta una minaccia per la privacy degli utenti in generale.

Nonostante la presenza di misure di sicurezza, molte di queste app non sono riuscite a proteggere adeguatamente i dati degli utenti.

Perché le vulnerabilità persistono

Una delle ragioni principali per cui tali vulnerabilità persistono è che la barriera di ingresso per pubblicare un’app sull’App Store non garantisce sempre che gli sviluppatori adottino le necessarie misure di sicurezza. Questo è particolarmente vero quando si tratta di applicazioni basate su chatbot AI, dove le dinamiche di sviluppo automatizzato possono portare a configurazioni inadeguate dei database e degli archivi cloud.

Necessità di una maggiore vigilanza

La scoperta di queste vulnerabilità evidenzia l’importanza di una maggiore vigilanza nel settore delle app. È fondamentale che gli utenti siano consapevoli dei rischi associati all’uso di app che possono compromettere la loro privacy.

Le autorità competenti, così come gli sviluppatori, devono impegnarsi per garantire che i dati personali siano trattati con la massima attenzione e responsabilità. Solo così si potranno prevenire future esposizioni e garantire un ambiente digitale più sicuro.

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Scritto da Staff

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